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Spada fermato a Ostia «Prova che lo Stato c’è»

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ROMA C’è l’aggravante del metodo mafioso fra le contestazioni che hanno fatto arrestare Roberto Spada, il 42enne fratello del boss Carmine, che ha aggredito a Ostia due giornalisti della Rai durante un’intervista. Spada, fermato nella sua casa sul litorale romano, è accusato di violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso e dai futili motivi. È in cella a Regina Coeli dove si terrà nei prossimi giorni l’interrogatorio di convalida del fermo. Gli inquirenti stanno ora cercando di identificare un secondo uomo considerato complice dell’aggressione. L’aggravante del metodo mafioso, senza la quale non sarebbe scattato il fermo, deriva secondo gli inquirenti dal contesto nel quale l’aggressione è avvenuta e, soprattutto, dalla platealità con la quale Spada ha voluto dare una prova di forza sul “suo” territorio, davanti agli abitanti del quartiere. L’arresto viene salutato con soddisfazione dal ministro dell’Interno Marco Minniti “Il fermo di Roberto Spada è la dimostrazione che in Italia non esistono zone franche. grazie alla Procura di Roma e all’Arma dei Carabinieri.”
«Il ministro dell’Interno ha detto che lo Stato c’è e noi siamo d’accordo con Minniti», ha detto il segretario Pd Matteo Renzi. «I complimenti alle forze dell’ordine che in 24 ore hanno arrestato l’autore dell’aggressione», ha aggiunto. 
Il «fatto è di una gravità eccezionale che dimostra che quel territorio ha bisogno ancora di essere oggetto di attenzioni e di misure significative che abbiamo preso e continueremo a prendere con particolare incisività», ha commentato  il capo della Polizia Franco Gabrielli.

La giornata a Ostia

I carabinieri lo hanno portato via sotto una pioggia battente. Roberto Spada, responsabile del pestaggio ai due inviati Rai della trasmissione “Nemo”, è stato fermato con l’accusa di lesioni personali e violenza privata, aggravate dal metodo mafioso.
I militari che lo hanno accompagnato alla vicina caserma in via Zambrini sono stati insultati dai residenti di Nuova Ostia, così come i giornalisti che erano davanti alla sua abitazione. L’indagato è stato poi portato a Regina Coeli.
Il provvedimento è arrivato poche ore dopo l’apertura di un’indagine da parte della Dda, ed è stato firmato dal pm Giovanni Musarò. Gli inquirenti sono intervenuti dopo aver acquisito le immagini del filmato che mercoledì aveva fatto il giro del web. Fotogrammi in cui si vede l’uomo, fratello di Carmine Spada (condannato in primo grado a 10 anni per estorsione aggravata dal metodo mafioso), sferrare una testata improvvisa al giornalista Daniele Piervincenzi, per poi inseguire lui e l’operatore Edoardo Anselmi, picchiandoli con un manganello, in pieno giorno, fuori dalla palestra di boxe in via Antonio Forni gestita da Spada, con la gente in strada che non ha mosso un dito per difenderli. Gli investigatori cercano un secondo uomo che ha partecipato all’aggressione. L’inviato aveva chiesto a Spada se le sue simpatie espresse per Casapound avessero influito sul successo del movimento di estrema destra, che  a Nuova Ostia ha raggiunto il 18%. Una domanda legata al fatto che secondo le ipotesi investigative sulla criminalità del litorale gli Spada sono molto influenti nel quartiere. Per il prossimo 16 novembre  Fnsi e Libera hanno organizzato una manifestazione a Ostia per la legalità e in difesa della libertà di stampa.

PAOLO CHIRIATTI

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