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Poggi: Vi racconto l’infernale vita da esodata

Daniela Poggi

CINEMA Non ha più un lavoro, non può avere una pensione, è rimasta intrappolata nel limbo creato dagli errori della legge Fornero, ha una nipote a suo carico, un affitto da pagare e non riesce a trovare un lavoro perché a 60 anni non è facile in questo paese e allora, un giorno, si inginocchia per strada e comincia ad elemosinare. Si chiama Francesca e le dà volto, dolore e dignità una intensa Daniela Poggi nel film  L’Esodo di Ciro Formisano (da oggi in sala), dedicato a tutte le vittime della crisi.

Ma che cosa ha pensato quando il regista le ha proposto questo ruolo?
Prima sono stata un po’ titubante ma, quando ho letto il copione, ho pianto e lui ha detto che voleva me perché avevo l’intensità drammatica che serviva, l’età giusta e la possibilità di capire.

E che cosa ha capito?
La solitudine di queste persone che hanno lavorato per una vita e, per un errore di chi le governa, ora non hanno nulla. Per alcuni l’alternativa all’elemosinare è la morte. In tanti si sono ammazzati.

È stato difficile girare?
Sì, perché lo abbiamo fatto per quindici giorni consecutivi, io mi cambiavo in un bar e la macchina era nascosta. Quando stavo inginocchiata la gente magari metteva un soldino ma non guardava, a volte sbatteva contro di me, stando con gli occhi sui cellulari.

Cos’è la nuova povertà?
Una cosa che riguarda tutti, che anche la Fornero ha causato, così come Equitalia e non finirà qui. L’allungamento dell’età pensionabile è un’altra follia che renderà più poveri giovani.

 

SILVIA DI PAOLA

 

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