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Gtt, tempi stretti per il piano aziendale

TORINO TPL

TORINO Un altro tram al centro di un incidente nel giro di tre giorni. Dopo lo scontro tra un camion e un vettore di Gtt lunedì mattina, ieri a sbandare in via Pietro Micca sono stati due tram della linea 13, uno a pianale ribassato e l’altro “storico”, che sono deragliati. Nell’incidente sono rimaste lievemente ferite 16 persone, di cui sei portate in ospedale. Oltre ai tram, rischia di deragliare anche la Gtt stessa se non si trovano il soldi per il nuovo piano industriale.

Ieri sera presso la sede della Regione la sindaca Chiara Appendino (M5s) e l’assessore cittadino al Bilancio Sergio Rolando hanno incontrato il presidente Sergio Chiamparino e l’assessore regionale al Bilancio Aldo Reschigna (Pd) per decidere quale strada intraprendere per salvare la società e rilanciarla.

La prima opzione è l’approvazione di un piano industriale, a cui la giunta Appendino lavora da oltre sei mesi in quanto azionista di Gtt tramite la sua finaziaria Fct: serve una cifra tra i 120 e i 130 milioni di euro che dovrebbero arrivare da governo, Regione, Comune e banche. Tutto dovrà essere definito entro la prossima settimana in vista dell’assemblea dei soci.

Se così non fosse, allora ci sarà il piano B: per entrambi gli enti la prima opzione sarebbe la nomina di un commissario del Ministero dell’economia che sostituirebbe i vertici di Gtt, mentre è escluso il ricorso al concordato.

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