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Banale, l’impresa che migliora la vita in città

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La loro impresa si chiama Banale, ma è molto lontano dall’esserlo. Perché in fondo le idee che commercializzano migliorano la vita di chi vive – e spesso sopravvive – in città. Soprattutto in questi mesi con un inquinamento fuori controllo e il proliferare di polveri sottili.

Così a Milano due trentenni neo-imprenditori hanno deciso di incrementare il benessere di chi vive la metropoli. Anche sulle due ruote. Tommaso Puccioni e Stefano Bossi insieme al loro team – una decina di persone, età media 29 anni – hanno studiato e realizzato una speciale maschera antismog. Un prodotto fatto di ricerca, innovazione, creatività, design. «Chiuderemo l'anno con 40mila maschere vendute e per il 90% all’estero. Anche se in Italia la consapevolezza sta aumentando in modo esponenziale», racconta Tommaso, 36enne di Firenze. Insieme al suo socio Stefano ha messo in piedi questa società che ripensa il design. Partendo dalla vita fuori dai contesti casalinghi e d’ufficio. «Siamo nati proprio dalla consapevolezza che la nostra vita attiva si svolga fuori dalle quattro mura di casa. Ed è inutile che il design continui a produrre sedie e tavoli. Occorrono prodotti nuovi».

Migliorare la vita quotidiana per le persone. Da qui nasce Banale, che progetta prodotti utili ed innovativi per soddisfare i bisogni di una vita in movimento. E con un tocco di italianità «Facciamo prodotti per la vita contemporanea. E siamo orgogliosamente made in Italy. Però in realtà nessuno di noi due è designer. Non sappiamo neanche disegnare un cerchio, ma ci ha unito la passione di fare impresa», precisa Tommaso. L’abilità è anche quella di circondarsi di persone in gamba, come la designer Marta Azzolin, che ha firmato la maschera antismog.

La ricerca e la produzione sono nel quartiere Bovisa, asse nord-Ovest di Milano, zona in grande riqualificazione a due passi dalla cittadella universitaria del Politecnico. E in fondo questa realtà universitaria ha rappresentato una tappa importante per la nascita di questa avventura imprenditoriale nata nel 2015. Perché Tommaso e Stefano si sono conosciuti durante un master. E da lì hanno deciso di mollare il precedente lavoro e di mettersi in proprio. Oggi il loro headquarter è uno spazio di 400 metri quadrati con uffici, laboratori e magazzino. La zona del laboratorio sembra una sartoria, piena zeppa di rotoli di tessuti innovativi e macchine per cucire.

«Facciamo tutto in casa. E c'è tantissima ricerca. La maschera ha avuto quindici mesi di gestazione. Per darle valore c’è stato un lungo e approfondito studio su vestibilità, capacità filtrante, stile. E siamo innamorati di questo prodotto».

Oltre alla maschera nei laboratori milanesi è nato anche lo spazzolino con dentifricio incorporato. E poi una linea con piccoli spray ricaricabili. «A breve arriverà sul mercato anche un cuscino da viaggio», dice con orgoglio Tommaso.

La rete è un potente alleato per questa impresa metropolitana. L’e-commerce per vendere e i social media per dialogare e farsi conoscere. Ma attenzione. Le regole sono chiare in bottega. «Prima si fanno le storie e poi le si raccontano».

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

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