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Gilli: «Il Paese deve ripartire dagli atenei»

TORINO INNOVAZIONE

TORINO Affinché l’Italia sia al passo coi cambiamenti tecnologici, al piano nazionale dell’industria 4.0 si deve accompagnare «un piano Università 4.0», o meglio un Piano nazionale università.

È l’invito del rettore del Politecnico di Torino, Marco Gilli, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente ieri all’inaugurazione dell’anno accademico. In sostanza, per stare al passo col mondo e con lo sviluppo tecnologico, l’Italia deve puntare sugli atenei e innovarli: «Le sfide che nei prossimi anni dovranno affrontare le università italiane, il concreto rischio che alcune criticità strutturali (come la bassa percentuale di laureati e l’esiguo numero di ricercatori) non consentano al paese di cogliere le opportunità della transizione tecnologica, richiedono una coraggiosa inversione di tendenza», ha affermato Gilli. Un’idea condivisa da Mattarella per il quale «in una stagione di intensi, veloci e profondi mutamenti, l’università è chiamata a tenere il passo».

Tra le soluzioni, Gilli ha proposto il ricambio generazionale negli atenei, e abbassare l’età media dei professori. E ancora: l’aumento di risorse per il diritto allo studio e l’integrazione tra le università nei territori. «Noi siamo disponibili - ha affermato Gilli - a dare il nostro pieno contributo, a condividere con il sistema universitario nazionale le nostre linee strategiche, il nostro posizionamento internazionale, le nostre iniziative di successo, le nostre risorse infrastrutturali, il nostro straordinario capitale umano e anche ad assumere un ruolo di leadership».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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