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Roma, la Festa del Cinema chiude i battenti con Lynch

Roma/Festa del Cinema

ROMA Si è aperta con le immagini di sangue  di un’intera famiglia trucidata dai comanche in “Hostiles” di Scott Cooper, con un Christian Bale che, però, non c'era e ha lasciato sola soletta sul red carpet Rosamunde Pike di rosso vestita. E si è  chiusa con l'atteso “The Place” col quale Paolo Genovesi, dopo il successone di “Perfetti Sconosciuti”, azzarda  un film girato tutto attorno al tavolino di un bar da cui non si schioda il misterioso personaggio con la faccia di Valerio Mastandrea che esaudisce desideri di uomini e donne pronti a tutto.

Alla Festa del Cinema di Roma il pubblico ha applaudito ma non è stato questo uno dei film che ha “scosso” il festival che, conti alla mano, vanta un incremento di incassi rispetto alla scorsa annata del 13%.

I più giovani sono impazziti per gli alieni  di “Addio fottuti musi verdi”, debutto al cinema dei The Jackal che hanno accompagnato il film in una sala Sinopoli stracolma; i meno giovani hanno fatto file infinite per  “The Party” di Sally Potter,C'est la vie” di Toledano e “I, Tonya” (storia della pattinatrice Tonya Harding accusata di aver fatto aggredire la rivale a un passo dalle Olimpiadi).

Il Premio del Pubblico è andato a “Borg-McEnroe”, racconto dei due campioni a confronto che diventa thriller psicologico.

A chiudere i battenti  ci ha pensato ieri Gigi Proietti arrivato dopo le star internazionali più applaudite, da  Waltz a McKellen, da Moretti a Fiorello, da Gyllenhaal alla Redgrave, da Bloom David Lynch, premio alla carriera ricevuto da un febbricitante  Sorrentino: «Sono influenzato, ma non potevo mancare per il maestro Lynch».  

SILVIA DI PAOLA

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