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Istat: c’è la ripresa Ma sulle pensioni resta la divisione

Pensioni

ROMA La politica dopo la Sicilia ritorna a immergersi nell’ultimo importante adempimento della legislatura, la legge di bilancio. Intanto l’Istat vede la ripresa italiana, che prosegue con la produttività e la fiducia che crescono in tutti i settori, tranne l’edilizia. La crescita dell’economia prosegue «agli attuali ritmi», afferma il presidente Giorgio Alleva, nel corso di un’audizione sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. Sull’andamento congiunturale l’Istat «continua a riscontrare segnali positivi, soprattutto sui beni strumentali». «L’indicatore anticipatore» delle prospettive a breve termine, sottolinea Alleva, «registra nel mese di ottobre, una variazione marcatamente positiva, suggerendo la prosecuzione degli attuali ritmi di crescita». E in Italia migliora anche l’occupazione «per tutti i settori ad eccezione delle costruzioni», aggiunge l’Istat. Ma sul nodo pensioni invita a tener conto anche del percorso lavorativo delle persone. 
I sindacati invece, dopo un incontro a palazzo Chigi, continuano a chiedere un rinvio e insistono su un provvedimento che eviti l’innalzamento automatico dell’età. I sindacati non vedono rosa. Il leader della Uil Carmelo Barbagallo chiede «una commissione scientifica che analizzi l’evoluzione dell'aspettativa di vita».  «Abbiamo avuto degli scambi di opinioni e compiuto delle valutazioni - dice il segretario generale della Cisl, Gigi Petteni - c’è l'impegno del governo a presentare una proposta. È un dato di serietà».  La posizione più critica è quella della Cgil. «Non è la legge di Bilancio che serve al Paese. Il sentiero stretto scelto dal Governo è sempre nel solco dell’austerità, con nuovi tagli strutturali alla spesa, privatizzazioni e condono delle cartelle esattoriali», sentenzia Susanna Camusso.
Manovra promossa da Confindustria, che sulle pensioni sottolinea: «È apprezzabile che il Governo sia riuscito finora a respingere le richieste in materia di età pensionabile, che avrebbero un impatto significativo sul deficit pubblico». 

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