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Il Politecnico “a caccia” di studentesse in Ingegneria

Milano

BOVISA Il rettore del Politecnico, Ferruccio Resta, ha inaugurato ieri il 155° anno accademico. L’Ateneo goda di buona salute: dal 2010 ha visto aumentare il numero dei laureati del 35%, e gli studenti stranieri «sono più che raddoppiati», dice Resta, che continua: i laureati al “Poli” hanno «ottime possibilità di inserisi velocemente e in modo stabile nel mondo del lavoro. A 12 mesi dal titolo è impiegato l'85% degli architetti, l'88% dei designer e il 97% degli ingegneri».

La presenza femminile è un capitolo a parte. «Combinando dottorandi e ricercatori», dice Resta, «l’età media è di 33 anni, un ottimo indicatore. Diversa la situazione quanto al genere: le donne rappresentano solo un terzo del totale, una percentuale ancora poco rappresentativa». Ma «l’Ateneo si sta impegnando con azioni concrete a incentivare la presenza femminile all’interno delle sue aule, soprattutto in alcuni rami di ingegneria». Quali azioni concrete? Per esempio, attività di “mentoring” al femminile con la collaborazione di aziende come Vodafone o Barilla (donne manager condividono le loro esperienze con le studentesse); l’adesione del “Poli” a “Valore D”, l’associazione di imprese che valorizzano il femminile; l’iniziativa «Le ragazze possono: dal dire al fare», rivolta alle scuole; le prove di colloquio presso l’Assessment Center del Career Service.

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