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Erri De Luca sta con Ong e migranti

INCONTRI

INCONTRI «“Musica per marinai scippatori di naufraghi dal mare” nasce dall’indignazione per la diffamazione e la calunnia  contro i salvatori di vite abbandonate e disperse alla deriva. Francesco Fiore di Med Free Orchestra e Cristiana Piraino hanno cominciato da me a raccogliere consensi di solidarietà e schieramento a fianco di chi salva l’onore di noi gente di Mare Nostrum il nome più giusto e più preciso per questo bacino comune alla civiltà». Queste le parole di Erri De Luca per introdurre “Salvagente”, serata che vuole richiamare l’attenzione sul lavoro di ong ed associazioni umanitarie per l’assistenza e i diritti dei migranti, mercoledì al Monk. Oltre allo scrittore parteciperanno fra gli altri Maldestro, Pino Marino, Tetes de Bois, Kutso.
Che importanza ha avuto il lavoro di Ong ed associazioni umanitarie?
Hanno fatto la più faticosa e dura supplenza al posto di un continente che lascia gestire i flussi migratori ai trafficanti e al caso. È sufficiente contare le migliaia di vite raccolte da loro sul lastrico dei naufragi e sappiamo il numero dei salvati da morte certa. I sommersi invece non possono essere contati.
Che idea si è fatto dell’ostracismo che c’è da qualche tempo verso il lavoro delle Ong?
È stata una campagna di insinuazioni per eliminarle dall’area di ricerca e soccorso. La campagna comprendeva anche il pagamento ai trafficanti libici per interrompere le partenze dalla coste libiche. Le hanno accusate di essere in contatto con i trafficanti, mentre nel frattempo il governo italiano pagava milioni di euro nostri a quegli stessi trafficanti. Il piano è fallito, a ottobre gli arrivi dalla Libia sono di nuovo aumentati, ma l’informazione servizievole finge di non saperlo.
Qual è  la sua idea sulle grandi migrazioni?
Le migrazioni di miriadi di esseri umani non possono essere arrestate da nessun muro e provvedimento. Oggi gli USA hanno una popolazione a maggioranza ispanica e non anglosassone, pur avendo col Messico un confine di terra ben cintato. Ancora meno può impedirlo il nostro continente e la nostra penisola marinara. I flussi migratori obbediscono alla possibilità di essere assorbiti. Dove questo non avviene proseguono oltre, spinti da mete di arrivo precise. La politica del lasciar fare ha arricchito pirati e non ha regolato niente.
Su temi come accoglienza e solidarietà qual è la situazione nel nostro Paese?
Buonissima al piano terra della società, anche se con vari episodi contratri, di razzismo e sopruso verso chi è più debole. A Roma una dozzina di giovanotti si sono scagliati contro un bengalese. Se fossero stati dodici bengalesi non avrebbero fiatato. Dodici contro uno, il razzismo ha bisogno di certi vantaggi. Nelle istituzioni preposte all’accoglienza ci sono una gran parte di professionisti capaci di operare secondo le regole e una minoranza losca che profitta e discredita.
Che importanza possono avere musica e cultura in un periodo così delicato come quello che stiamo vivendo?
Gli emigrati si mischiano con altri emigrati e con la popolazione locale attraverso il commercio, la musica, la cucina, le feste, i figli a scuola. La mescola alla lunga riesce e arricchisce il paese di destinazione. Faccio infine sapere che nella Bibbia non esiste la parola clandestino.

STEFANO MILIONI

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