Spettacoli

Cardinale: Io e Ottavia una coppia che funziona

Claudia Cardinale/Ottavia Fusco

ROMA «Sono tornata sulle scene dopo dieci anni per rendere omaggio a Pasquale Squitieri, l’uomo più importante della mia vita. Lui credeva molto in questo progetto ed era giusto che alla fine vedesse la luce». Parola di Claudia Cardinale, che sino al 12 novembre sarà protagonista de “La strana coppia” di Neil Simon al Teatro Sistina.

Facile lavorare con Ottavia Fusco (la coprotagonista, nonché vedova di Squitieri, ndr)?
Sì, anche perché nella versione femminile dell’opera che interpretiamo, i nostri ruoli sono ben amalgamati, io quella precisina, lei quella casinista. Direi che ha funzionato. Questo, anche grazie alla grande professionalità di tutto il cast e alla  modernità del testo di Simon.

Alla luce della sua straordinaria carriera, qual è la qualità più importante di una grande attrice?
La forza interiore, la capacità saper uscire da sé e rientrarci senza perdersi. Chi fa il nostro lavoro vive molte vite e, per farlo come si deve, ha bisogno innanzitutto di equilibrio. Altrimenti diventa impossibile, per esempio, girare 150 film come ho fatto io.

Ha lavorato con i migliori autori del cinema italiano. Chi le ha insegnato di più?
Non è facile rispondere. Monicelli, Germi, Visconti, Fellini, ognuno di loro era un genio. Forse le interpretazioni che mi hanno dato di più sono state quelle nel “Gattopardo” e in “Otto e1/2.”

Lei che idea si è fatta dello scandalo Weinstein?
Trovo ridicolo quello che sta succedendo. Bisognava parlare e denunciare anni fa, adesso non ha senso.

 

DOMENICO PARIS

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