Spettacoli

Redgrave: Tempi duri per la democrazia

Vanessa Redgrave/cinema

FESTA DEl CINEMA Tra l’Italia e la Grecia, il Libano, la giungla di  Calais e il sogno di Londra, sulle tracce di chi ha abbandonato il proprio paese e ogni cosa per sopravvivere alla guerra, alla povertà, all’orrore. Sulle tracce di uomini ma anche di tanti, troppi, bambini e minori in balia di se stessi. Vanessa Redgrave, a 80 anni, ricomincia da qui, col suo Sea Sorrow, prodotto dal figlio Carlo Nero, mix  di doc e fiction, brani de “La Tempesta” di Shakespeare recitata da Ralph Fiennes e attori del calibro di Emma Thompson e Martin Sherman.

Signora Redgrave, come è nato questo film?
Ho lavorato in Inghilterra, come tanti miei colleghi, con i profughi. E, stando con loro, oltre che dopo aver visto le foto del bambino affogato e spiaggiato mi è venuta l’idea. Per noi tutti è stato naturale aiutare e chiedere soldi per i profughi ma il mio governo non la pensa così, perché viviamo in un tempo molto pericoloso per la democrazia e si capisce anche dal fatto che non si vuole dare aiuto e protezione ai profughi,neppure ai bambini”

Perché secondo lei?
Perché non ci sono più governi davvero onesti, ci sono solo delle  singole persone che combattono per salvare i più deboli ma dai governi nel loro insieme, di destra o di sinistra, non possiamo aspettarci nulla. E per questo siamo tutti in gran pericolo”

In che senso?
Il modo in cui i profughi sono trattati è il modo in cui saremo o siamo già trattati noi, senza welfare, senza sanità, senza aiuti. Dobbiamo farci sentire perché la politica non resti quella del lasciar affondare i profughi.

 

SILVIA DI PAOLA

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