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A Parma la libreria si fa social

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Due amici e colleghi, il licenziamento di entrambi dal posto di lavoro e quel sogno nel cassetto che si riapre prepotentemente ed esce allo scoperto con passione, competenza, coraggio.

Questa è la storia di Antonello Saiz e Alice Pisu e della loro piccola grande libreria indipendente specializzata in letteratura di viaggi. Perché entrambi sono librai. O per meglio dire social librai. Accanto al negozio fisico ne associano un altro grande quanto il mondo intero. Dialogano costantemente con la community sui social: Facebook, Instagram, Twitter. Siamo nel cuore di Parma, in quel centro storico crocevia di mille volti e storie. Il loro quartier generale prende il nome di Diari di Bordo, oltre ottomila volumi raccolti in cinquanta metri quadrati.

Quella che hanno messo in piedi è davvero una social libreria. «Siamo appassionati di lettura. Ci siamo conosciuti in un’altra libreria nella quale lavoravamo da dipendenti. Poi è arrivato il licenziamento inaspettato. Una botta. Facevamo i librai da sempre. E allora ci siamo chiesti come evitare di disperdere il capitale umano. Così abbiamo pensato di investire i risparmi in una libreria tutta nostra», racconta Antonio, 49enne laureato in farmacia a Bologna, nato nel potentino e da otto anni a Parma. Alice invece è una 33enne laureata in giornalismo, nata ad Oristano vive a Parma dagli anni dell’università.

Un’avventura declinata in quattro, accanto ai cari che li hanno sostenuto. «Fondamentale in questo percorso è stato il mio compagno, venuto a mancare di leucemia sei mesi fa. Negli ultimi tempi la sua vita si è consumata completamente. Lui era parte integrante della libreria. Oggi lo ricordo pensando al libro “Lo spregio” di Alessandro Zaccuri. È l’ultimo che ha letto. Nella parte finale della sua vita aveva perso la vista e una mia amica gli leggeva il libro la sera».

Pensi di raccontare un lavoro e ti trovi ad ascoltare la storia di una vita. Coi libri che diventano parte integrante della narrazione. «I libri sono stati il mio conforto. E oggi la libreria è il motivo per cui poter continuare ad andare avanti, pensando ad un progetto disegnato insieme».

Oggi la libreria ha tre anni di vita. «Per noi è importante differenziare l’offerta, lo dobbiamo anche ai nostri clienti che sono molto esigenti, attenti a ciò che consigliamo», precisa Antonello. Insieme ad Alice organizza due presentazioni di libri alla settimana, al mercoledì e al sabato. La forza di una libreria social: si dialoga sui social. E poi si vende dal vivo, perché i clienti passano in libreria.

La community di lettori e acquirenti partecipa, trasformandosi in comunità fisica. «Abbiamo clienti che ci seguono sui social e poi ci passano a trovare in libreria. Una cosa che ci ha inorgoglito? Dopo il premio Strega Paolo Cognetti ha rifiutato la presentazione in una di quelle grandi librerie della città e ha scelto di venire da noi», ricorda Antonello.

«La nostra è un’oasi felice. Negli anni in cui non si legge noi andiamo bene. Anche perché intercettiamo i lettori forti e quella editoria indipendente che significa nicchia di mercato ma anche qualità. Anche le case editrici di sono accorte di noi. Perché non solo vendiamo titoli, ma facciamo divulgazione anche in rete».

Le loro iniziative fanno parlare anche fuori dai confini territoriali. Diari di Bordo è stata premiata nel 2015 del Centro per il Libro e la Lettura del Mibact. Ad appassionare i giurati è stato il progetto del “Libro Sospeso”. Un modo per restituire alla comunità in difficoltà il gusto della lettura. «Per due anni a Natale e in primavera abbiamo raccolto libri per i senza fissa dimora, che hanno spesso un livello di istruzione elevato ma difficoltà nell’acquisto dei volumi. E ora il nostro impegno prosegue con altre associazioni». 

Antonello e Alice scommettono sugli scrittori meno conosciuti, autori di quei libri che la grande editoria ha messo da parte. Così allungano il ciclo di vita del libro, dando un’alternativa di valore. E oggi in molti passano in libreria, anche solo per chiedere di essere inseriti nella newsletter. «Non ci lasciano mai soli i nostri lettori. Perché leggere in fondo è una bella avventura da condividere».

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

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