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I giorni della vergogna sul caso Anna Frank

Antisemitismo

ROMA «Andiamo a fare questa sceneggiata». Parole del presidente della Lazio, Claudio Lotito, in un audio pubblicato su diversi siti secondo i quali il massimo dirigente biancoazzurro le avrebbe pronunciate prima di salire sull’aereo che da Milano doveva riportarlo a Roma per la sua visita alla Sinagoga dopo il caso degli autoadesivi all’Olimpico con la foto di Anna Frank con la maglia della Roma. La corona di fiori «di scuse» portata da Lotito, dopo la diffusione della sua battuta, ieri è finita gettata sul greto del Tevere.

La corona finisce nel fiume

«Evidentemente è stato un gesto di reazione a parole indegne, è stata semplicemente fatta una doverosa pulizia», hanno commentato fonti vicine alla Comunità Ebraica romana. La nuova giornata di vergogna si è chiusa con il canto fascista “Me ne frego” intonato dai tifosi della Lazio fuori dallo stadio Dall’Ara prima della partita con il Bologna. Durante il coro, braccia tese nel saluto romano. Intanto i giocatori si riscaldavano indossando la maglietta con la foto di Anna Frank e la scritta «No all’antisemitismo».

«Calcio italiano intriso di antisemitismo»

Un duro attacco al calcio italiano arriva dalle colonne di Haaretz: lo storico quotidiano israeliano, in un editoriale sul caso degli ultras laziali, parla di un mondo «marcio nel cuore», con un «antisemitismo profondamente radicato». «Sebbene l’antisemitismo espresso dai tifosi italiani abbia guadagnato i titoli di testa - si legge nell’articolo a firma di Davide Lerner - la realtà è che le figurine con Anna Frank hanno fatto sollevare poche sopracciglia in Italia, dal momento che non c’è niente di nuovo. L’antisemitismo è profondamente radicato nella cultura del calcio italiano». Il giornalista cita diversi episodi che negli anni hanno visto protagonisti i tifosi dell’Inter e della Lazio, dallo striscione “Auschwitz la vostra patria, i forni le vostre case”, ai cori “Rossoneri ebrei” che riecheggiano nella curva. E da questo fenomeno praticamente nessuna tifoseria è immune. Nell’articolo si ricorda come «slogan antisemiti sono tipici dei tifosi più radicali della Lazio e dell’Inter, ma anche di Roma e Juventus, così come di Verona o Ascoli. Gli ultras hanno un tale potere nel calcio italiano che la dirigenza evita di contrastarli. È giunto il momento per i tifosi dotati di una bussola morale di far sentire la loro voce». «In questa vicenda c’è un uso vomitevole dell’immagine di Anna Frank, ma per me è ancora più vomitevole che qualcuno si sia stupito del clamore suscitato - ha commentato il capo della Polizia, Franco Gabrielli - il fatto che la tragedia del popolo ebraico possa essere utilizzata anche lontanamente come oggetto di scherno a me provoca un dolore fisico».

Tra i 16 indagati anche tre minorenni

Sale a 16, ma è destinato a crescere, il numero degli ultrà della Lazio finiti nel mirino di Digos, Polizia Scientifica e Commissariato Prati per gli adesivi razzisti raffiguranti Anna Frank con la maglia della Roma affissi sui vetri divisori della curva sud dell’Olimpico. Tre dei supporter individuati sono minorenni: due hanno tra i 16 e i 17 anni (di loro si occuperà la Procura dei minori), poi c’è un ragazzino di 13 che per legge non è imputabile. Al vaglio del procuratore aggiunto Francesco Caporale, che attende un nuovo rapporto da parte degli investigatori, ci sono al momento le posizioni di 13 soggetti indagati per istigazione all’odio e alla discriminazione razziale contemplata dalla Legge Mancino, in buona parte già con precedenti specifici e quasi tutti legati al gruppo degli Irriducibili. Man mano che procede l’identificazione attraverso la visione dei filmati, le persone vengono segnalate.

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