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Lega a due teste Ora rischia di esplodere

Paolo Natale sul referendum

MILANO «Direi che il segretario leghista Matteo Salvini ha un problema! Le proposte di Zaia e Maroni si avvicinano molto più alle rivendicazioni che furono di Bossi rispetto a quelle del partito nazionale di Salvini. Anche se questo il segretario ora non può dirlo». Così il professor Paolo Natale, docente di Metodologia e tecniche della ricerca sociale alla facoltà di Scienze politiche di Milano, sulle ricadute all’interno della Lega dei risultati del referendum sull’autonomia, specialmente quello del Veneto.

Quindi dobbiamo aspettarci uno scontro interno?
Per ora si portano a casa tutti un bel po’ di consenso. Bisogna vedere cosa accadrà alle regionali lombarde, se Maroni vincerà, lo scontro potrà esplodere. Inoltre il Veneto è molto più autonomista della Lombardia.

E rispetto all’alleanza con Berlusconi, il voto ha cambiato qualcosa?
Zaia e Maroni faranno fronte comune sia contro Salvini, sia contro Berlusconi. Qui lo scontro sarà per l’attribuzione dei collegi uninominali alle prossime politiche - chi verrà candidato e dove - fattore fondamentale se si voterà con il “Rosatellum”.

Tornando al referendum, la vittoria di Maroni è stata schiacciante come lui sostiene? Maroni fu eletto nel 2013 con 2,5 milioni di voti, domenica ha vinto con circa 3 milioni: numeri simili.
Una vittoria schiacciante non direi, certo per Maroni è stata un’affermazione significativa, oltre le sue stesse aspettative. È stato bravo a vendere il suo referendum che era sostanzialmente inutile. Molti di quelli che hanno votato erano convinti di aver votato per l’autonomia fiscale.
ANDREA SPARACIARI

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