Fatti&Storie

Maroni: «Gentiloni pronto a discutere»

MILANO/REFERENDUM

MILANO «Da domani (oggi, ndr) cominceremo le procedure che porteranno al tavolo della trattativa con il Governo per ottenere maggiori competenze e risorse». Così ieri un raggiante Roberto Maroni alla conferenza stampa post referendum. Una conferenza che aveva cambiato orario tre volte, visti i ritardi nell’ufficializzazione dei dati. Maroni ha detto di aver sentito il Gentiloni «il quale mi ha confermato il via libera al confronto su tutte le materie previste dalla Costituzione».

Il Governatore ha quindi illustrato la tabella di marcia, con l’avvio dei lavori già da oggi in Consiglio regionale: «in un paio di settimane faremo richiesta formale al Governo che poi entro 60 giorni deve convocarci».

Un attivismo che non piace ai grillini, che avevano appoggiato il referendum: «Ci preoccupa Maroni che vuole fare in fretta per avere un foglio da sventolare in campagna elettorale. Sulle competenze dovremo dibattere in Consiglio, capire come poi si declinano», dice Buffagni, che aggiunge «se nel documento da sottoporre a Roma ci sarà scritto “residuo fiscale” gli blocchiamo i lavori». 

Di tutt’altro tenore i commenti del segretario Pd Alfieri: «la partecipazione è stata un flop». Si deve «fare attenzione a quei 5 milioni che non si sono recati alle urne. Soprattutto se paragoniamo il risultato lombardo a quello del Veneto, 20 punti di distacco ci fanno dire che è stato un flop per Maroni che aveva chiesto il plebiscito. Il 38% di affluenza è un bilancio misero». ANDREA SPARACIARI

Fatti&Storie