Fatti&Storie

Il voto sull'autonomia fa il pieno in Veneto

il referendum

ROMA Affluenza differenziata nei referendum autonomisti del Nord. Mentre in Veneto già alle 19 era stata superata la soglia richiesta del 50% dei votanti, in Lombardia (dove però non era previsto quorum) non si era andati oltre il 30%, con record negativo a Milano. Al superamento della soglia in Veneto è arrivato il tweet di esultanza del segretario della Lega, Matteo Salvini. In Lombardia, invece, strascico polemico per i ritardi nella comunicazione dei dati di affluenza, nonostante l’elettronica.

«Niente a vedere con la Catalogna»

«Noi non abbiamo niente a che vedere con la Catalogna - ha messo in chiaro il governatore veneto, Luca Zaia - vogliamo l’autonomia: più potere, più competenze e il federalismo fiscale, non l’indipendenza. Il treno passa una volta sola». Il governatore lombardo, Roberto Maroni, ha polemizzato con Beppe Sala che ha disertato le urne: «Poteva fare un piccolo sforzo per votare, è un fatto simbolico, importante. Mi spiace che non abbia trovato 5 minuti».

Cosa succede ora

È stata la prima volta che in Italia è stato chiesto ai cittadini di esprimersi sulla possibilità che la Regione in cui vivono chieda maggiori competenze allo Stato centrale in base all’articolo 116 della Costituzione. In realtà in Emilia-Romagna il governatore dem Stefano Bonaccini ha avviato una trattativa con il governo anche senza referendum. In Veneto dopo lo spoglio delle schede, con scontata vittoria dei Sì, Zaia lavorerà ad una delibera di giunta per avviare a sua volta la trattativa con il governo. In Lombardia il governatore Maroni riunirà subito la giunta. L’idea è quella di votare una risoluzione entro il 31 ottobre e aprire il negoziato entro Natale.

METRO

Articoli Correlati
Fatti&Storie
Uranio impoverito