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Guidi: «La Capannina regala ancora sorrisi»

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PERSONAGGI Era il 1977 di John Travolta e Donna Summer: in tutto il mondo scoppiava la febbre del sabato sera.  Loro, a New York, c’avevano lo Studio 54. Noi,  in Versilia, si andava in Capannina. Un locale che è un luogo dell’anima e anche del cuore, tra passioni sfrenate, balli e notti infinite sotto le stelle. Sono passati quarant’anni da quando Gherardo Guidi ha preso in gestione il locale di Forte dei Marmi. Un capanno per gli attrezzi dei pescatori che Achille Franceschi, nel 1929, volle trasformare in una metafisica casa sulla spiaggia per aristocratici e industriali. Simbolo del boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, ci venivano gli Agnelli, i Falk, i Moratti, Montale, Ungaretti e Primo Levi. Una storia diventata un libro edito da Polistampa (p. 248, euro 18), “Così ho sedotto la notte. I segreti della Capannina”, che Guidi ha scritto per i suoi 40 anni da patron. 

La Capannina è il più antico locale da ballo e musica del mondo. Perché resiste a tutte le mode? 
Perché ogni anno si aggiunge una nuova generazione. C’è il ragazzo di 17 anni assieme al nonno. Negli Anni 30 i principi sapevano di trovare qui i duchi, i conti e marchesi. E comunque sapevi che in Capannina incontravi uomini e donne bellissime. C’è un’ atmosfera speciale, è come essere invitati a casa di qualcuno. A molti lo dico: è casa tua.  

Una coppia che avrebbe voluto incontrare?
John Fitzgerald Kennedy e la sua fidanzatina che studiava a Firenze. Vennero alcune volte, nel ‘39.  

Accanto alla Capannina c’è  il Twiga. Briatore è mai stato da lei?
Sì, con Naomi Campbell. Lei era seduta sulle sue ginocchia. Poi a un certo punto lui voleva ballare sui tavoli. No, dissi, qui non si fa. Forse è per quello che un anno dopo mi ha aperto, a un chilometro, il suo locale. Ma va bene così. Noi abbiamo la musica. 

Passata l’epoca degli intellettuali, chi viene in Capannina oggi cosa cerca? 
Cerca l’allegria, che oggi non c’è più. Quando si spengono le luci io mi metto alla porta. Dagli adolescenti agli adulti mi dicono sempre “Grazie Guidi”. Non dico che fischiettano, come ai miei tempi, ma sono contenti, escono sempre con un sorriso. E, mi dica, dove le vede lei oggi le persone che sorridono?

ANTONELLA FIORI

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