Opinioni

Che aria tira in Europa

Maurizio Guandalini

Sebastian Kurz. Trentenne. Con badilate di gel tra i capelli. E’ il vincitore delle elezioni austriache.  E’ popolare. Di destra. E insieme al partito antislamista, quello dei nipotini di Joerg Heider, una valanga di voti pure lui, è in procinto di governare. Ha preso i voti  dei millennials. Non oltre i 29 anni. Quelli aperti al mondo ma conservatori e nazionalisti in casa.  Il Paese è spaventato. Non vuole mantenere i rifugiati.   Non tollerano l’immigrazione incontrollata. Temono per l’occupazione indigena. E per le loro tasche.  Appeal dei socialdemocratici, sottozero. Della serie la sinistra dimentica che gli impauriti sono i deboli. 

Kurz è amico di Orban il primo ministro ungherese, quello del filo spinato e dei muri. Prendere nota dell’aria che si respira sul tema: l'asse dell'Europa vira a Est. In Italia tira aria da Bagaglino. Tra il negretto sfuggito a Bersani, durante Piazza Pulita su la 7, che rivela l’atteggiamento alto-basso, compassionevole e finita lì,  e le battutone machiste e coloniali del sciur Cavaliere Berlusconi. Che è ritornato in scena. Viso imbalsamato e torturato di terra, color ocra, pronto per andare in scena nell’Aida. E pronto a dar consigli su come fare a fermare l’invasione africana. Parte in là. Da Gheddafi. Dall’idea di metter i bidet nei centri d’accoglienza della Libia. L’altro giorno, con quell’orgoglio da sciupa femmine (perché ha i dané), Silvio ha scandito tronfio, nel suo discorso ischitano, quasi fosse a una seduta plenaria dell’Onu: "avrò l’orgoglio di aver insegnato agli scopatori africani che esistono i preliminari". Mancava il suono di Faccetta nera e a casa a sentire il discorso di Italo Balbo, Governatore  generale della Libia. 
A occhio e croce il centrodestra potrà essere al massimo un’Austria all’amatriciana. Quella delle bestemmie di Beppe Grillo.  Convinto di essere rinchiuso nella casa del Grande Fratello a Cinecittà insieme alla Malgie. 
Qui a far la voce grossa rimane giusto Salvini. Non credibile per arrivare alle cifre dell’enfant prodige teresiano. Per dire che i sentiment dei popoli funzionano a fisarmonica. Vanno e vengono. Corsi e ricorsi. E l’immigrazione determinerà per molto tempo ancora i destini elettorali. Qui stiamo sulla filosofia mista a ideologia. Fare di tutta un erba un fascio.  Le contrapposizioni. Il continuo sventolare lo ius soli nasconde le innumerevoli   impreparazioni che lo Stato italiano tenta di superare, ma non ce la fa perché troppo preoccupato a fare un determinato passo avanti e confessarsi, scusandosi, il giorno dopo.

MAURIZIO GUANDALINI

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