Opinioni

Le vendette nel segreto

Maurizio Guandalini

Quante storielle fantastiche e nemici inventati raccontano la fine del Governo Berlusconi, nel 2011. Complotti internazionali, la sinistra, la Merkel, Sarkozy,  le banche. L’arcano è  stato sciolto in queste ore. Silvio nostro cadde per una laboriosa e indefessa  denigrazione architettata da due ministri del suo Governo che andarono a dirne peste e corna, sul Cavaliere, all’ambasciatore americano, di allora, in Italia. Dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io? Non per i partiti, la politica, i leader. Loro i nemici li hanno in casa. 524 cambi di casacca in Parlamento dal 2013. Onorevoli e senatori che, una volta eletti con un gruppo, se ne vanno e passano ad altro. Si risponde così al voto dei cittadini che li hanno eletti? 
La faccenda del voto segreto. Rimane scioccante che  è lo strumento dove dietro si nascondono coloro che attendono di pigiare un bottone senza farsi vedere solo per il gusto di vendicarsi. Alleanze tra senza coraggio. Persone del genere non sono utili nemmeno a far le pulizie tra gli scranni. I governi hanno bisogno del supporto, in Parlamento, di gente che lavora e non pensa a fare sgambetti per rancori sospesi o per spompate rivendicazioni ideologiche. O perché non gli sarà garantito lo stipendio nella prossima legislatura. Le comunità stanno insieme, discutono e poi decidono. A maggioranza. E via pedalare. Non servono partiti - vedi il Pd - con dentro  gente che rema contro lo stesso partito di appartenenza. Sono forme odiose da repubblica delle banane. Tutti i voti su provvedimenti legislativi dovrebbero essere di fiducia. Nel 2017 non c’è alcun pericolo di libertà violata. Del parlamentare. Tutto bene madama la marchesa? La politica gode di  pessima reputazione. 
Ma anche il sindacato non se la passa bene: la fiducia degli italiani, dal 2006 al 2017, è passata dal 48 al 30%. I partiti sono al 16%. E’ crisi della rappresentanza. Non c’entra nulla il sistema elettorale. Il nuovo, il bravo e l’emergente escono con il proporzionale, con il collegio uninominale o con il listino bloccato. L’homo, homini lupus ci sta. E’ vivo e lotta insieme a noi. Dovremmo fermarci meno sui meccanismi. Evitando di brandirli come feticci miracolosi del migliore dei mondi possibili. Il magistrato Cantone ha detto che l’Italia sulla corruzione ha buone leggi ma poco osservate. La colpa è del voto di fiducia? O di un mondo al contrario che blocca, paralizza, fomenta solo perché non si fa quello che dice la minoranza del Paese? Chissà che ne pensa il Presidente Macron, eletto dal 20% di francesi.

MAURIZIO GUANDALINI

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