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«Il piano industriale di Ama è da rivedere»

Roma

ROMA Vietato parlare di emergenza rifiuti, ma ieri il Dg di Ama Lorenzo Bagnacani e l’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari hanno ammesso: «Ci sono delle difficoltà, il piano industriale di Ama così com’è non va bene, va rivisto». Hanno preso la parola ieri in un convegno organizzato dalla Cgil sul tema dei rifiuti in città, a cui hanno preso parte il responsabile romano della Cgil Fp, Natale di Cola, il segretario Cgil di Roma e Lazio Michele Azzola e l’assessore regionale Mauro Buschini. Quest’ultimo ha incalzato Bagnacani e Montanari spiegando che il nodo dell’impiantistica di Ama non è più rinviabile, aggiungendo che il tema dei rifiuti, anche se «non è un’emergenza, è un crescendo di difficoltà», dove la raccolta rischia di fermarsi «al minimo intoppo». Natale di Cola ha spiegato che l’ambizioso Piano sui rifiuti del Comune per ora resta un sogno: «È irrealistico affermare di ridurre di 200 mila unità la produzione dei rifiuti in 5 anni», mentre Azzola ha commentato: «Ve bene incentivare la differenziata, ma come smaltirla? Oggi lo fa solo l’impianto di Maccarese, che è al limite».

L’assessora Montanari ha risposto: «Nel piano industriale sono previsti due nuovi impianti per trattare 120 mila tonnellate di umido l’anno, più uno dedicato al multimateriale. Sono diversi da quello di Rocca Cencia e non replicheranno il modello di ecodistretto come quello di via Salaria», sul quale l’assessora ha posticipato ieri la data di chiusura tra il 2018 e il 2019. I nuovi impianti per l’umido dovrebbero sorgere nei Municipi XIII e XV.

Ma sia Montanari che Bagnacani hanno più volte ripetuto che il piano industriale va rivisto. Intanto nei prossimi mesi dovrebbero arrivare 280 nuovi mezzi per la raccolta di rifiuti, 130 in affitto e 150 da acquistare.

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