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Rapì il figlio Kuluz condannata

TORINO

TORINO Tre anni e 4 mesi, un risarcimento di 50 mila euro e la sospensione della potestà genitoriale. È la pena decisa ieri per Nina Kuluz, la 44 enne croata accusata di sottrazione di minore. Una condanna più pesante di quella chiesta dal pm. Per i giudici, la donna è colpevole di aver sottratto e portato in Croazia nel 2011 il proprio figlio Cesare (allora di 18 mesi) dalla casa di Moncalieri dove viveva col padre del piccolo, Alessandro Avenati. Da allora il papà non aveva più visto il bambino. Lo scorso anno, la Kuluz era stata individuata a Spalato e Avenati era riuscito a ottenere sia dal tribunale italiano che da quello croato l’ordinanza di affidamento esclusivo. Nel giugno scorso era andato a Spalato a prendere il piccolo, ma l’assenza di un interprete e di uno psicologo avevano fatto saltare il rientro. «Non vedo l’ora di riabbracciarlo», ha commentato l’uomo.

Omicida in contumacia
Sempre ieri, i giudici di Torino hanno condannato in contumacia a 5 anni per omicidio stradale pluriaggravato la rom 21 enne che lo scorso maggio alla guida di un camper e senza patente,  aveva investito lo scooter sul quale  viaggiava un uomo di 58 anni, morto poco dopo l’incidente.

La donna era dapprima fuggita, poi aveva fatto ritorno sul luogo dell’incidente, raccontando di essere lei alla guida del mezzo e, quindi, era stata arrestata. Nel giugno scorso  era evasa dalla sezione femminile dedicata alle mamme detenute del carcere Vallette, abbandonando la figlioletta di un anno e mezzo. Da allora la donna è ricercata. «Vista la gravità dei fatti e il comportamento successivo all’incidente la pena poteva essere più elevata», hanno commentato i legali della vittima.

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