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«Nel tour del 2018 canto il mio SPRock»

Musica/Anastacia

MILANO  Una popstar, certo. Ma anche una donna forte, che ha saputo superare i momenti più difficili. Anastacia, l'altra sera ospite a Monza di una serata di gala contro i tumori della mammella, arriva a Milano con un'agenda fitta d'impegni, ma si concede un quarto d'ora d'intervista. La cantante americana tornerà in Italia nel maggio 2018 per un tour, che approderà il 7 a Roma e il 10 a Milano.

Partiamo dal nuovo cd, “Evolution”: perché questo titolo? 
Perché la parola evoluzione mi rappresenta bene: la mia voce e il mio sound sono gli stessi, ma con qualcosa in più. E io sono sempre me stessa, ma un po' meglio. Più forte e più saggia.

Nella sua carriera ha venduto oltre 30 milioni di dischi e sfornato hit a raffica: qual è il segreto? 
Ho lavorato sodo, nessuno mi ha mai regalato nulla. Perciò resto coi piedi per terra. Anche la mia musica s'è evoluta: mi piace definirla SPRock, perché mescola vari generi, soul, pop e rock.

Non solo musica. Lei ha combattuto contro il cancro. E ha vinto. 
Sono una combattente nata e non mollo mai. Credo ci sia sempre una luce in fondo al tunnel, anche se a volte non riesci a vederla. Paura? No, perché la paura blocca la vita. E io ho tanta voglia di vivere e condividere le cose belle del mondo come l'amore, la gentilezza, dare e ricevere.

Nel suo curriculum ci sono tanti duetti: quali ricorda con più piacere? 
Quando ho cantato gli AC/DC con Céline Dion è stato forte, ma anche Elton John ha un posto speciale nel mio cuore. Importante il duetto con Eros Ramazzotti, un uomo così gentile, mentre più di recente ho cantato con Gabbani: avevo capito subito che sarebbe diventato una star! Ma il momento più grande in assoluto è stato con Pavarotti: un gigante, una leggenda. 

DIEGO PERUGINI

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