Sport

Antonio Cabrini a 60 anni, il sogno resta il pallone

INTERVISTA

CALCIO Lo chiamavano Bellantonio. Ma è stato uno dei difensori più forti di sempre. Antonio Cabrini oggi ha 60 anni: ed ha voluto parlare con Metro di questo suo traguardo.
Per me lei sta ancora tirando quel benedetto rigore al Bernabeu. Se le dicessi che è un uomo senza tempo?
Magari. L’importante è andare avanti bene: mi ritengo fortunato per ciò che ho fatto.
Quanto si sente lontano dai calciatori di oggi? Più social, agenti e veline che campo, alle volte.
Ai miei tempi c’erano telefono a gettoni e cabina telefonica. Noi calciatori eravamo più riservati: era un calcio più semplice. Non dico migliore o peggiore. Oggi è uno sport diverso: uguale ad allora c’è solo la palla.
È stato uno dei primi terzini moderni. Tosto, robusto: questa storia del “Bellantonio” come l’ha vissuta?
Inizialmente non ci ho fatto caso. Sicuramente non mi ha mai danneggiato, anzi.  Ad un certo punto, però, ho capito che era inutile mettersi contro questo personaggio, il “Bellantonio”, e ci ho convissuto.
Ma è vero che le donne le tiravano reggiseni…
Di tutto (ride, ndr)
Ha allenato a lungo nel calcio femminile. Come siamo mesi in Italia a pregiudizi?
Stanno diminuendo, man mano che vengono fuori le nuove generazioni. Ma bisogna fare ancora tanto, siamo indietro rispetto agli altri paesi.
Parlando invece dei maschietti cosa dice: ci andiamo ai mondiali?
Me lo auguro. L’importante è che siano loro a non dare per scontato questo traguardo. Forse siamo un po’ indietro con la programmazione: i giovani ci sono ma non riescono a giocare molto nei loro club: così si crecse poco.  
Io sono un nostalgico. Li sente ancora i colleghi degli anni ‘80?
Certo. Abbiamo anche una “chat mondiali”...
Cosa? Non sa cosa darei per sbirciarci dentro...
(ride, ndr) ma ogni tanto ci vediamo pure...
Cosa farà da grande, ora, a 60 anni?
Sono un uomo di campo ed in futuro voglio continuare a lavorare con ciò che amo di più: il pallone.

ANDREA BERNABEO

Articoli Correlati
Sport