Spettacoli

Scala, Franco cacciatore tra neon e costumi colorati

OPERA La recita di venerdì 13 sarà trasmessa da Radio3, quella di martedì 17 sarà telediffusa in Francia e Austria, mentre la produzione diventerà un Dvd Naxos: tutto ciò solo per sottolineare quanto sia atteso il ritorno del Franco cacciatore (Der Freischütz) alla Scala, da martedì 10 per otto serate. L’opera di Carl Maria von Weber, capolavoro del romanticismo tedesco fatto di foreste, pallottole magiche, presenze infernali, e con al cuore l’abissale Gola del Lupo, torna al Piermarini dopo 19 anni (nel 1998 diresse Donald Runnicles, regia di Pier’Alli) e lo fa con un allestimento nuovo, per la regia di Matthias Hartmann, le scene di Raimund Orfeo Voigt e i costumi della coppia di stilisti viennesi Susanne Bisovsky e Josef Gerger. E naturalmente con la direzione prestigiosa di Myung-Whun Chung, «uno che interpreta la musica con trasparenza ma in modo emozionante», garantisce Hartmann in conferenza stampa (Chung assente, indisposto). Che tipo di spettacolo sarà? «Rispettoso della musica», promette Hartmann, che annuncia un «miracolo» dello scenografo nel cambio scena tra 1° e 2° atto e una visione complessiva che renda “contemporanea” la vicenda romantica. Visivamente, dice Voigt, non ci saranno «elementi realistici», il paesaggio è «interiore», «astratto». Si vedranno neon “à la” Bruce Naumann. Il resto lo farà l’exploit di colori dei costumi, slavi (l’opera è ambientata in Boemia) ma rivisitati.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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