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Sì ai Navigli in due fasi In primavera il referendum

Milano

PALAZZO MARINO Il primo via libera del Consiglio comunale al progetto di riapertura dei Navigli presentato dal sindaco è arrivato ieri con l'approvazione di un ordine del giorno del capogruppo Pd, Barberis. Il testo è stato approvato con 27 voti a favore della maggioranza, e la contrarietà, variamente espressa tra astensioni e voti negativi, di Basilio Rizzo, M5S e centro destra. Il Consiglio, come già aveva chiesto Sala, ha votato sì, anche, ad un Election Day: ossia a un referendum definitivo (dopo quello, solo indicativo, del 2011) da tenersi nella primavera 2018 assieme alle politiche.

Sala ha chiesto «un atto di coraggio», qualcosa che «solo Milano può fare». Il progetto si divide in due fasi. La prima è «autonoma», il che significa che potrebbe sopravvivere anche da sola, nel caso in cui non si volesse realizzare anche l’altra, per una riapertura inttegrale dell’antico tracciato delle acque. Per la prima fase «occorreranno 150 milioni. Per la seconda se ne parlerà quando la città avrà metabolizzato quelli della M4. Per la realizzazione del tracciato di 7,7 km «occorreranno 500 milioni. Si troveranno massimizzando la collaborazione con i soggetti istituzionali e i privati. Ma le risorse potranno essere assorbite da impegni in conto capitale in bilancio da qui al 2022. Senza impatto sulle politiche sociali».

I CONTRARI
De Pasquale (FI): «Un progetto Gardaland che rischia di paralizzare il traffico»
M5S: «Idea suggestiva da realizzare, ma non a discapito della lotta alla povertà».
Basilio Rizzo: «È un’opera di distrazione di massa. Non è che non mi piaccia: non è una priorità».

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