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Nutrie, per ora non c'è alcun piano alternativo

TORINO

TORINO Una strategia non c’è ancora, ma l’assessore all'Ambiente del Comune, Alberto Unia, sul punto è categorico: «Nessuna nutria verrà abbattuta a Torino», come ha ribadito anche ieri sulla sua pagina Facebook. Il problema però c’è. E ormai da qualche tempo lungo gli argini del Po si possono vedere decine di “castorini” gironzolare tranquilli. Animali innocui, che però rappresentano una minaccia per l’ecosistema, data la lora capacità di erodere argini e vegetazione.

Il censimento
Gli esperti della Città Metropolitana hanno disegnato una mappa per analizzare l’espansione delle nutrie nel Torinese: nel 1999 le nutrie erano presenti a Verolengo, Chivasso, Brandizzo, Settimo, Volpiano e Venaria. Dieci anni dopo i tecnici hanno censito le nutrie in 76 comuni fino ai 600 metri di altitudine, ma si sospetta che siano presenti anche in altri 102. I tecnici provinciali, attraverso un algoritmo, contano oltre 10 mila nutrie sul territorio. Con 1.150 esemplari concentrati nelle sole Poirino, Pralormo e Santena. A Torino, i “castorini” hanno fatto capolino circa 4 anni fa, ma hanno proliferato in fretta. La Città metropolitana aveva varato un piano di eradicazione delle nutrie, ma l’assessore comunale all'Ambiente ha fatto sapere che non ci saranno abbattimenti, almeno per quanto riguarda Torino. Ed è impercorribile anche la strada della sterilizzazione con mangimi, perché coinvolgerebbe altre specie animali. Il piano quinquennale della Città metropolitana prevede l’abbattimento degli animali, ma è pensato soprattutto per le zone agricole.

SIMONA LORENZETTI

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