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King: Il successo di It? Affronta le nostre paure

#It/Andres Muschietti/Stephen King

CINEMA Un pugno di giovani emarginati che hanno subito di tutto, il loro Club dei Perdenti, il loro girare a vuoto, il loro continuo essere bersagli dei vari bulli e le loro paure inconsce che si sono materializzate in una sorta di predatore che muta forma e che loro chiamano soltanto “It”. E questo è anche il titolo del film di Andres Muschietti (dal 19 ottobre in sala con Bill Skarsgård nel ruolo del tremendo  Pennywise, ma già campione d'incassi negli Usa), tirato fuori dalle pagine di un classico di Stephen King, pubblicato per la prima volta nel 1986 e oggi considerato uno dei migliori libri del maestro dell’horror, ispiratore nel corso degli anni di molti progetti cinematografici e televisivi.

Di cosa si parla? La parola a King: «Volevo raccontare una città americana come tante, una città che viene infestata dal male. Volevo che lo spirito di questa creatura indefinibile la infestasse tutto. E credo che il successo del libro e del film stia proprio nella potenza di un horror che permette di affrontare le proprie paure, come i migliori horror che ci mettono davanti agli incubi  che avevamo sin da bambini» dice e poi confessa: «Dopo aver visto il film per la seconda volta mi sono accorto che molte cose mi erano sfuggite la prima e per questo l’ho ancor più apprezzato e credo che anche i miei lettori lo apprezzeranno». E allora fatevi sotto amanti dell’horror e intrufolatevi nel gruppo dei ragazzini protagonisti che vanno a sbattere nei propri incubi, si uniscono contro un terrificante clown maligno mentre intorno le morti si susseguono e i bambini  scompaiono.

 

SILVIA DI PAOLA

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