Opinioni

Ora la Spagna riparta dal dialogo

Maurizio Guandalini

Da oggi che si fa in Catalogna? Dialogo. Quello evitato da anni. Mentre negoziamo piani per integrare i migranti ci accorgiamo dei disordini della storia. Di quello che non è stato fatto per comunità diverse. Dentro gli Stati. I travagli, e le contraddizioni, odierni sono gli errori. Grandi. Commessi a monte. Scorrendo all’indietro le pagine dei libri, molto è scritto. Nessuna sorpresa. In Spagna. Inciampi dello Stato nazionale. E delle guerre. Borboni e il nero franchista. Come in Italia. Da noi vociano solidarietà gli indipendentisti sardi. E quelli del Sud Tirolo. Zona Alto Adige. Trambusti ci sono stati nell’ex Jugoslavia e in Cecoslovacchia. Prossimamente in Belgio tra Fiamminghi e Valloni. Nel Veneto è forte la nostalgia della Serenissima che andava da Bergamo, Brescia e Crema alla Patria del Friuli, più l’Istria, la Dalmazia e Corfù e altre isole dello Ionio e  dell’Egeo. Ben più, quindi dell’Olanda o del Belgio. Ma anche la Lombardia che, con la Catalogna, la regione del Rodano-Alpi e il Baden Wurtemberg è una delle quattro locomotive d’Europa. La spasmodica voglia dei catalani di far da soli è per via della grana. I soldi. Troppi, versati a Madrid.
Stessi temi, altra politica, nel referendum del Kurdistan dove, in ballo, c’era il lato iracheno. Pieno zeppo di petrolio. Paradossalmente la Catalogna si è irrobustita di denari grazie alla globalizzazione, all’euro e all’Unione. Sicuri che staccati dalla Spagna ci sarà il paradiso? La Commissione europea ha ribadito che la Catalogna fuori dovrebbe ripartire da capo. Dalla richiesta di adesione all’Unione. E con la moneta? Si fa in casa? Il rischio svalutazione ribalterebbe i sogni di gloria. Eppoi, rimessi i dazi doganali sarebbero botte da orbi per le esportazioni. Il salto del buio non è stato calcolato. Stile Brexit. Con la differenza che la spinta, in Gran Bretagna, è venuta dai deboli. Dalla miseria. In Catalogna, invece, sono agitate le classi medie. L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare. Da ora si ricomincia da capo. Ha colpe il Governo spagnolo. Di più il presidente della regione Puigdemont. Agitatore di nazionalismo. Il verso catalano è dal 1980 che mette legna sul fuoco. Parte da lì la rincorsa dell’indipendentismo che ha portato due generazioni di giovani catalani a odiare la Spagna. La propaganda della scuola (catalana) ha fatto il resto. Fino alla tv (catalana) che sul referendum non si è risparmiata. E la sensazione è che ai dirigenti nazionalisti convenga più l’agit prop che lo stacco finale. Si porta a casa e non si rischia nulla.

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