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Una vera storia d'amore richiede un duro lavoro

Libri/Nicholas Sparks

ROMANZI Come si affronta, signor Sparks, il dolore di una separazione? Silenzio. La ferita è ancora aperta per il re del rosa americano, per un quarto di secolo profeta dell’amore eterno, nella fiction e nella realtà, col suo matrimonio da sogno. A inizio 2015, dopo 25 anni di amore con la moglie Cathy e 5 figli,  la “vita in rosa” di Nicholas Sparks si è spezzata. Nel nuovo romanzo “La vita in due” (Sperling & Kupfer, euro 19,90) ormai niente è “per sempre” e trovi sentimenti interrotti, amori precari, un futuro incerto. Il protagonista Russ, tradito e lasciato perde il lavoro, una moglie bellissima, un’adorabile bambina, una casa elegante. Tuttavia, dopo aver delegato per anni alla moglie Vivian la cura della piccola London, Russ si riprende la scena genitoriale scoprendo il dono dell’empatia.

Cosa succede quando va in frantumi un sogno d’amore?
L’amore è qualcosa di molto difficile da portare avanti. E io imparato che si tratta di dare piuttosto che ricevere, che è un disordinato e duro lavoro.

La “morale” del romanzo è che l’amore finisce se non si cresce insieme. C’è, secondo  lei, un segreto, per farlo durare?
L'amore non è un'esperienza semplice. Diciamo che l'amore duraturo tra due persone è qualcosa di nobile e stimolante perché è difficilissimo affrontare i problemi che sorgono continuando ad amarsi l’un l'altro.

Vivian lascia Russ, che si tormenta di non essere stato un buon marito.  Ci può essere qualcosa di buono in una separazione?
Innanzitutto era importante per me che la storia di Vivian e Russ apparisse autentica, reale e naturale. Quando Vivian lascia Russ, volevo far capire cosa significa avere il cuore spezzato e mostrare poi un vero processo di guarigione, non un ideale e quindi doveva essere lento. Ma alla fine, sì c’è qualcosa di positivo: grazie alla partenza di Vivian, Russ scopre un’altra parte di sé.

Nel libro si cita spesso il film “Pretty Woman”. E’ un auspicio a credere nell’amore eterno, o comunque romantico?
“Pretty woman” è il mio film preferito. Richard Gere e Julia Roberts hanno una chimica fantastica. I loro personaggi vedono i difetti l’uno dell'altro e si conoscono veramente. Questo, per me, è il nucleo del romanticismo. Una buona storia d'amore evoca emozioni reali, non solo finali da fiaba.

Dopo una separazione, un divorzio, dove si prende la forza per ricominciare ad amare?Dall’essenza stessa dell’amore, che in sé, ripeto, è molto complicato. L'amore è una lotta, ma senza lotta non ci sarebbe nessuna ricompensa.

ANTONELLA FIORI

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