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L'intreccio di ‘ndrine e affari nel Monzese

MILANO/'NDRANGHETA

MONZA Da una parte la droga, le estorsioni, i tentati omicidi e la spartizione del territorio monzese degli uomini di Giuseppe Morabito (pronipote di una stirpe di boss calabresi); dall’altra un costruttore – Antonino Lugarà - che teneva in mano il comune di Seregno. Dal sindaco youtuber Edoardo Mazza di Forza Italia (famoso per i suoi attacchi agli immigrati e per la lotta per la legalità), ad alcuni assessori, fino ai responsabili degli uffici tecnici. Senza dimenticare il consigliere, sempre Fi, Stefano Gatti, fatto eleggere da Lugarà, secondo i pm, perché ne rappresentasse gli interessi.  

È il quadro che emerge dalla doppia inchiesta della Dda di Milano e Monza che ieri ha portato 21 persone in carcere, 3 ai domiciliari e a 3 misure interdittive. Circa la “politica”, il fulcro dell’indagine di Monza riguarda la costruzione di un supermercato in località Orti, grazie alla trasformazione indebita del piano regolatore. Del filone ‘Ndrangheta, invece, si è occupata la procura di Milano, sotto la guida di Ilda Boccassini. Un’attività, partita dall’inchiesta “Infinito”, che ha  individuato anche l’ultimo componente del summit nel circolo Falcone e Borsellino del 31/10/2009 nel quale le Locali decisero le cariche in Lombardia. Ieri Fortunato Calabrò, alias “Ignoto 23”, è stato arrestato.

Così come si è fatta luce sulle attività delle locali di Limbiate e Mariano Comense, capeggiata da Morabito e dai suoi affiliati, ‘ndranghetisti di razza, con interessi nel traffico di droga e nelle estorsioni. Elementi conosciuti da tutti nel territorio – alla faccia della mafia silente – , dove spadroneggiavano, arrivando a sparare a un uomo per una precedenza mancata. La vittima, conscia di chi fosserogli assalitori,  ha evitato di denunciarli. ANDREA SPARACIARI

CORRUZIONE, INDAGATO MANTOVANI

GIUSTIZIA Nuova tegola per Mario Mantovani, consigliere regionale (Fi),  ex assessore alla Sanità ed ex vicepresidente della Lombardia, da ieri indagato per corruzione. Per il pm Bellomo, l’imprenditore Lugarà (arrestato) usava l’amicizia col consigliere per procurarsi il consenso che poi barattava con favori politici. Almeno due i medici che avrebbero chiesto a Lugarà di intercedere con l’allora assessore. “Avvenuta perquisizione questa mattina presso i miei uffici in relazione ai fatti  di cui nulla so, che apprendo dai media  e che sono lontanissimi dal mio agire politico”, si è difeso Mantovani. Uomo di fiducia di Berlusconi, Mantovani fu arrestato nel 2015 per tangenti. METRO

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