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Amianto alla "Crispi" la Regione risponde

Roma

ROMA C’è un nuovo capitolo sulla vicenda dell’amianto che genitori e alunni avevano trovato nel cortile del plesso scolastico Crispi a Monteverde Vecchio, al ritorno dalle vacanze estive.

I rifiuti pericolosi, che erano stati sigillati dalla ditta incaricata per la bonifica della scuola, sono stati sistemati giovedì scorso sul tetto dell’edificio, per ordine della Asl. Gli ispettori sanitari infatti, sollecitati da un esposto di alcuni genitori, sono entrati nella scuola e hanno rilevato come quell’amianto, anche se “impacchettato”, non poteva per nessun motivo restare in cortile, e hanno ordinato alla ditta di metterlo in sicurezza sul tetto in attesa della rimozione definitiva, come previsto dalle procedure di legge. Per dare seguito alle disposizioni degli ispettori è stato necessario l’intervento di un’autogru all’esterno della Crispi, perché il camion dell’impresa non riusciva a entrare nel cortile.

A questo si aggiunge  un’altra importante novità:  Comune e Municipio XII avevano più volte sostenuto che la Regione  non sbloccava i fondi. Nel frattempo ai bambini era vietato l’uso del cortile per la ricreazione e le attività educative, ed era interdetto l’ingresso da via Guinizzeli. L’assessora regionale al Bilancio, Alessandra Sartore, ha risposto ufficialmente alla presidente del Municipio XII, la pentastellata Silvia Crescimanno, scrivendo che i fondi non sono stati sbloccati «a causa del mancato invio da parte del Municipio/Comune della documentazione richiesta, ai sensi di quanto stabilito dalla Delibera di Giunta Regionale n. 42 del 10 febbraio 2015». Oggi al Municipio XII la vicenda sarà al centro della Commisione Trasparenza, prevista in mattinata.

PAOLO CHIRIATTI

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