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Andreoli: «Lo psichiatra come un direttore d'orchestra»

Libri/Vittorino Andreoli

SAGGI C’era una volta “psichiatria democratica”, quella creata da Franco Basaglia, il primo psichiatra a fine anni 70 che ha abbattuto i muri dei manicomi. Benvenuti nell’era della “psichiatria empatica”. Ad accoglierci sulla soglia di questa nuova frontiera per curare la nostra mente il più famoso psichiatra italiano, Vittorino Andreoli, Nel nuovo saggio “I principi della nuova psichiatria” (Rizzoli, p. 184, euro 18) espone la sua idea di cura dei problemi mentali basata innanzitutto sulla relazione con il malato, più che sulla differenza tra chi è sano e chi no.

Professor Andreoli, in una società complessa come la nostra, che ruolo ha la psichiatria?
E’ l’unica disciplina che non si occupa solo di un organo. Nelle altre branche della medicina c’è il cardiologo che si occupa del cuore, epatologo del fegato. Il “cerebrologo” non c’è. Per noi invece l’uomo va considerato come persona, un “tutto intero”.

E di cosa è fatto questo “tutto intero”?
Di tre aspetti: il primo è la biologia dell’individuo. I geni, il cervello che ereditiamo. Il secondo aspetto è la personalità che è formata dalle esperienze che facciamo. E poi l’ambiente, le relazioni con gli altri.

Come interagiscono questi aspetti?
E’ una circolarità. Se uno sta bene nel corpo, avrà una mente più serena. Se c’è maggior disponibilità, ci sarà più voglia di relazioni sociali. Se uno è accettato dalla società sarà meno frustrato…

Ma lo psichiatra oggi allora chi è?
E’ come un direttore d’orchestra che deve mettere insieme delle competenze diverse. Se io bevo troppo questo si riflette sul corpo, poi sulla psiche e infine sulle relazioni sociali. Se le relazioni sociali vanno male, uno sta male. Abbiamo un cervello plastico, capace di strutturarsi sulla base dell’esperienza.

In caso di sofferenza psichica oggi ci si affida anche all’omeopatia, alla meditazione, all’agopuntura. Che ne pensa?
Possono essere tutti ottimi rimedi ma deve essere tutto coordinato dal direttore d’orchestra, lo psichiatra. Altrimenti di tratta di suggerimenti, che non sono però centrati su quel caso. E possono fare più male che bene…

ANTONELLA FIORI

 

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