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Se la competenza è un optional

Maurizio Guandalini

L'OPINIONE L’ideologismo è nemico del pragmatismo. Quindi i grillini, al di fuori dai tepori tradizionali, destra sinistra, rosso e nero, dovrebbero essere super risolutori di problemi. Purtroppo non è così. Almeno stando al personale politico predestinato al soglio della premiership, un certo mister Di Maio, do you know? Che vi devo dire, ho questa fissa, buona o cattiva che sia. In politica ti butti se hai un lavoro. Ma uno vero, da fare tutti i giorni. Ad esempio, quando alzi la saracinesca alla mattina e cerchi un cliente. Qualcuno che chiede i tuoi servizi. Il personale politico odierno va al contrario. Due o tre che comandano il partito mettono un loro uomo fidato, candidato unico come nei congressi dell'Urss comunista. Competenze? Un optional, come quelli delle auto.

Lasciamo stare le gaffe. Il povero Di Maio ne ha fatte tante, dagli strafalcioni in italiano, a quelli in storia, il dittatore Pinochet picchiava in Venezuela invece che in Cile, fino alle bufale 'ghe pensi mi', chiamo i canadair francesi contro gli incendi in Italia, salvo smentita ufficiale dell'ambasciata d'Oltralpe che dice di non aver mai parlato con lui. Non basta una cravatta, un taglio di capelli regimental, un vestito color blu mare per fare il premier. E mi preoccuperei, se fossi in lui, dopo che alcuni imprenditori e gente dell'establishment si sono spesi in baci e abbracci. Sono profusioni d'affetto di coloro che fino all'altro giorno erano odiati dal Movimento colpevoli di essere paladini della globalizzazione. Cosa non si fa per rassicurare e tenersi buono il cucuzzaro. Sicuri che il marketing 5 Stelle ne esce intatto? Sicuri che quelli della prima ora, quelli che hanno aderito con spirito anti e si ritrovano un leader pro, non alzino i tacchi in cerca d'altro? Il neo democristianesimo in salsa grillina è insipido. Sa di poco. Mettere un leader per tranquillizzare a che serve? Voglio vedere Di Maio rispondere a chi gli chiede della legge di stabilità, della strategia per fermare il flusso dei migranti e della moneta unica. Di fatto, chi ha in mano il Movimento, ora, che è diventato un partito come gli altri? Te la do io l'Italia? E Casaleggio, il figlio di Gianroberto? Se lo chiedeva anche il Financial Times in prima pagina accennando ai “grossi buchi nella trasparenza”. Onestà, onestà, onestà se ci sei batti un colpo. I 5 stelle alle elezioni non faranno il botto, insomma non governeranno da soli e le indiscrezioni dicono di un accordo pronto con la Lega di Salvini. Della serie gli estremi si attraggono. Avremo una Brexit in salsa italiana?

MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista - Fondazione Istud

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