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Commette uno stupro e poi va al lavoro

Roma

ROMA Ha stuprato e rapinato a due passi dalla stazione Termini una ragazza finlandese di 22 anni, e poche ore dopo è andato al lavoro. Gli agenti del commissariato Viminale e della squadra mobile lo hanno arrestato sabato sera, mentre serviva ai tavoli di un ristorante in via Sicilia. Il presunto responsabile si chiama Saddam Khan, è un cittadino bengalese di 23 anni, senza precedenti penali, in Italia dal 2014 grazie a un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Il ragazzo all’alba della stessa giornata aveva avvicinato la 22enne all’uscita di un locale nei pressi della stazione, lo Yellow Bar di via Palestro, offrendosi di accompagnarla a casa. La vittima, a Roma da alcuni mesi, lavora nella Capitale come baby sitter. Quella sera era in compagnia di un'amica, ma i modi gentili del 23 enne l'hanno convinta a lasciarsi accompagnare da sola. Dopo pochi metri però il ragazzo l’ha immobilizzata, tentando un approccio sessuale. Le urla della giovane straniera hanno allarmato una coppia di coniugi. Dal loro appartamento hanno gridato contro l’aggressore e hanno allertato la polizia. Nei pochi minuti tra la chiamata e l’arrivo delle volanti il 23 enne è riuscito a consumare la violenza in una zona buia di via Monzambano, minacciando la 22 enne con una grossa pietra. Poi è scappato, dopo averle sottratto 40 euro.

Sul posto sono accorse le volanti e il personale del 118. La ragazza era in stato di choc ed è stata ricoverata al Polclinico Umberto I, dove i medici hanno riscontrato la violenza subita. Gli agenti del commissariato Viminale hanno ascoltato la testimonianza della vittima, che dal letto d'ospedale è riuscita a fornire un'accurata descrizione del suo aggressore, il quale indossava un vistoso orologio e una maglietta sgargiante. Gli investigatori hanno subito esaminato le immagini di diverse telecamere nell'area in cui si è consumato lo stupro. In una di queste hanno individuato un uomo che combaciava in tutto e per tutto con l'identikit fornito dalle 22 enne. Fotogrammi in cui si notava un giovane sostare in un pub nei pressi della stazione Termini. A quel punto gli agenti hanno esaminato la pagina Facebook del locale, notando che nella lista degli "amici" figurava il profilo di un ragazzo che combaciava perfettamente con le descrizioni della giovane. Nel suo profilo dichiarava di lavorare come cameriere. Una svolta che ha permesso alla squadra giudiziaria del commissariato di stringere il cerchio in poche ore intorno al presunto aggressore. Incrociando altri dati gli investigatori sono risaliti al suo cellulare, che sabato sera ha agganciato una cella in via Piave. Da lì i poliziotti hanno battuto tutti i ristoranti della zona, fino a quando non hanno individutato quello giusto. Quando si è trovato davanti gli agenti il 23 enne ha solo detto di non ricordare nulla di quanto era accaduto poche ore prima perché era ubriaco. Poi si è chiuso nel silenzio.

PAOLO CHIRIATTI

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