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A Livorno si scava tra fango e rabbia

MALTEMPO

LIVORNO È stato trovato il corpo di uno dei due dispersi dopo il nubifragio di Livorno. Il cadavere di Martina Bechini, 34 anni, è stato rinvenuto lungo il Rio Ardenza. La donna era dispersa dalla notte tra sabato e domenica, quando una violenta onda d’acqua ha travolto la sua abitazione. Il marito è stato trovato vivo a due chilometri di distanza dalla loro casa. Salgono così a sette le vittime accertate a Livorno, mentre continuano le ricerche del 67enne Gianfranco Tampucci. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso «insieme alla commozione di tutta l’Italia il suo cordoglio e la sua solidarietà ai familiari delle vittime». La Procura di Livorno ha aperto un’inchiesta per disastro colposo.

«Non siamo stati avvertiti»

«Tanti hanno visto la morte negli occhi - ha detto il vescovo di Livorno, Simone Giusti - le persone che ho incontrato mi hanno detto di non essere state avvertite a sufficienza e che se avessero avuto coscienza che il torrente avrebbe potuto fare quel che ha fatto, sarebbero fuggite per tempo. Lamentano di non essere state avvertite abbastanza e c’è rabbia». «Ora è il momento di far funzionare al meglio la macchina dei soccorsi - ha detto il sindaco Filippo Nogarin - ci sarà poi il momento della polemica e delle indagini, in cui tutti cercheranno di scaricare le responsabilità addosso agli altri e naturalmente arriverà addosso ai sindaci perché la moda oramai in Italia è questa». Da parte sua il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha dichiarato: «È inaccettabile che per un temporale intenso ma ormai usuale a causa dei cambiamenti climatici possano morire così tante persone». Tra i due anche una disfida sui colori dell'allerta. «Non ci aspettavamo quanto è avvenuto - ha detto il sindaco Nogarin - perché l’allerta era arancione e non rossa». «La differenza tra i due colori riguarda la tipologia del reticolo idraulico delle possibili esondazioni - ha replicato il governatore toscano - rosso è il codice delle possibili esondazioni legate al reticolo primario, arancione di quelle del reticolo secondario, come è avvenuto a Livorno».

Previsioni a livello centralizzato

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che ha partecipato ad un vertice in prefettura, ha auspicato l’istituzione di un Centro di allerta meteo nazionale per superare «l’errore grave» che vede oggi questa materia affidata alle singole regioni. Le istituzioni «devono collaborare senza polemiche»: questo l’invito arrivato dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Il maltempo si sposta verso Sud

Dopo aver messo in ginocchio la Toscana, l’ondata di maltempo si è spostata verso Sud colpendo pesantemente la Campania con danni nel Casertano, a Marcianise, per chicchi di grandine «grandi come palle da tennis» e nel Napoletano. Le scuole non apriranno a Torre del Greco e nel Salernitano. Una colata di fango e detriti è scesa da Monte Laura tra Montoro e Forino, nell’Avellinese, in una zona che un mese fa era stata gravemente colpita dagli incendi. Problemi anche per alcune linee ferroviarie regionali. In Calabria chiusa per ore la circolazione sulla A2 tra gli svincoli di Bagnara e Scilla. Massima allerta a Catanzaro e nei comuni delle province di Vibo Valentia e Crotone. Un violento nubifragio ha colpito anche Palermo provocando allagamenti dalle borgate marinare di Mondello e Sferracavallo.

La sindaca Raggi: sistema da rivedere

Intanto Roma è alle prese con la conta dei danni e lo strascico di polemiche. «I mutamenti climatici ci mettono di fronte esigenze per le quali probabilmente il nostro Paese non era preparato perchè quello che abbiamo visto in questi giorni purtroppo è drammatico - ha detto la sindaca della capitale, Virginia Raggi - stiamo facendo tutto quello che possiamo e sicuramente ci impegneremo ancora di più. Chiediamo a questo punto una revisione generale delle politiche perchè se questi sono i fenomeni che iniziano a diventare la norma, probabilmente dobbiamo riadeguare completamente i nostri sistemi».

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