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Chikungunya, altri 4 casi La Regione: disinfestare

Roma

Altri quattro casi di Chikungunya sono stati accertati nel territorio della Asl Roma 2 e già notificati al sistema di sorveglianza. Lo si apprende da un comunicato della Regione Lazio che rende noto di aver convocato per domani "una riunione con il Comune di Roma, Dipartimento Tutela Ambiente, per sollecitare l'avvio da parte di Roma Capitale di una campagna straordinaria di disinfestazione dalle zanzare sul territorio comunale". I 4 nuovi casi si aggiungono a quelli registrati ad Anzio. La Asl da parte sua, ricorda la Regione Lazio, "ha già indicato, per due volte, al Comune di Roma di procedere ad un piano straordinario di disinfestazione". L'Istituto Superiore di Sanità e l'INMI Spallanzani avevano identificato tre casi di Chikungunya nella zona di Anzio l'8 settembre scorso. 

Il virus. Il virus responsabile della Chikungunya appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus. E' trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue), ed è presente soprattutto in zone rurali, mentre è raro o addirittura assente in vicinanza dei centri abitati. Un altro importante vettore è Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre, presente nei centri abitati del nostro Paese.    Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifesta una sintomatologia simil-influenzale che include febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa "ciò che curva" o "contorce"), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche. Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi. 

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