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Corte Ue: redistribuzione obbligatoria per tutti i Paesi

Migranti

Niente da fare per i Paesi che si oppongono: la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha dato il via libera al meccanismo obbligatorio di redistribuzione di richiedenti asilo da Italia e Grecia verso gli altri paesi europei. I giudici di Lussemburgo hanno respinto dunque il ricorso che era stato presentato da Ungheria e Slovacchia contro le cosiddette "relocation".  Secondo la Corte di Giustizia dell'Ue, il meccanismo delle relocation era necessario "per rispondere in modo efficace e rapido a una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso di migranti".

La redistribuzione. Il meccanismo di redistribuzione, adottato nel settembre del 2015 all'apice della crisi dei rifugiati con il voto contrario di Ungheria, Slovacchia, Repubblica ceca e Romania, prevede quote obbligatorie di richiedenti asilo da ripartire da Italia e Grecia verso gli altri Stati membri. Contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso da Ungheria e Slovacchia, "il Consiglio non era tenuto ad adottare la decisione all'unanimita'", hanno spiegato i giudici di Lussemburgo. Agli occhi della Corte Ue, inoltre, il meccanismo di redistribuzione permette di "contribuire" ad "aiutare la Grecia e l'Italia ad affrontare le conseguenze della crisi migratoria del 2015. In questo contesto, la decisione di lanciare le relocation dei richiedenti asilo non può "essere rimessa in discussione sulla base di valutazioni retrospettive riguardanti il suo grado di efficacia". Nella sentenza i giudici di Lussemburgo hanno puntato il dito contro la mancanza di solidarietà da parte degli Stati membri. "Il numero poco elevato di ricollocazioni effettuate a tutt'oggi in applicazione della decisione impugnata puo' spiegarsi con un insieme di elementi che il Consiglio non poteva prevedere al momento dell'adozione di quest'ultima, tra cui segnatamente la mancanza di cooperazione di alcuni Stati membri", ha spiegato la Corte.

Procedure infrazione pronte.  Se "nelle prossime settimane" Polonia, Ungheria e Repubblica ceca non accetteranno richiedenti asilo da Italia e Grecia nell'ambito del programma di relocation, la Commissione europea "farà l'ultimo passo nella procedura di infrazione", deferendo i tre paesi davanti alla Corte di giustizia. Lo ha detto il commissario all'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, durante una conferenza stampa presentando l'ultimo rapporto sul meccanismo di redistribuzione dei richiedenti asilo. 

L'Ungheria non ci sta. Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto ha già definito "irresponsabile" la sentenza del Tribunale di Giustizia dell'Unione europea e che, per questo, il suo Paese "non intende accettare neanche un immigrato". 

Slovacchia non accetta. La Slovacchia ha annunciato che "rispetta pienamente" la sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue, ma ha assicurato che la sua politica migratoria "non cambia". 
"Rispettiamo pienamente la sentenza della Corte dell'Ue", ha dichiarato il premier slovacco, il socialdemocratico Robert Fico, ma la posizione critica del suo Paese verso la ripartizione dei richiedenti asilo sarà la stessa.    "La nostra posizione rispetto alle quote non cambia. Nel futuro proseguiremo a lavorare perché la solidarietà sia mostrata in altre maniere rispetto ad accettare i rifugiati che non vogliono stare qui", ha detto Fico, in una conferenza stampa convocata dopo aver conosciuto la decisione del tribunale europeo. 

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