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Colosseo, Franceschini: "Perso tempo, ora avanti"

parco del colosseo

"La sentenza del Consiglio di Stato fa chiarezza su tutti i punti" compreso quello della "selezione internazionale" del direttore del Parco archeologico del Colosseo, selezione che "non limita gli italiani" : lo ha detto il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, in una conferenza stampa stamattina al Mibact all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato che rigetta la sospensione del Tar per la creazione del parco archeologico del Colosseo. "Mi pare abbiano già fatto domanda 82 persone, di cui il 20% percento non italiane" . L'obiettivo è quello di "sfruttare questa pausa e lavorare sulla selezione in modo che il nuovo direttore (o direttrice) prenda servizio dal 1 gennaio 2018".

"Perso tempo". "Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, andiamo avanti con la riforma e con la realizzazione del Parco archeologico del Colosseo. Abbiamo perso tempo ma ora torna tutto in essere". Dei 32 Comuni con musei o parchi a gestione autonoma inseriti nella riforma, il Comune di Roma è l'unico che ha creato "attriti", ha detto il ministro. "Con la riforma a Roma non è stata scorporata solo l'area del Colosseo, ma anche il parco dell'Appia antica che è già operativo con tanto di direttore scelto su scala internazionale", ha spiegato Franceschini che ha sottolineato che né quello né altri parchi romani "sono stati oggetti di critica" dalla stessa amministrazione. Tuttavia, il ministro si è detto "pronto a collaborare. Naturalmente ci dovrebbe essere un minimo di bilateralità perché in un anno, in tutte le scelte fatte in materia di beni culturali, il Comune non mi ha mai informato". 

"Mai incassi a Campidoglio". Nella nuova gestione degli incassi del parco archeologico del Colosseo, nemmeno un euro arriverà al Campidoglio. Così come è sempre accaduto, ha chiarito Franceschini. Il ministro spiega che, come tutti i musei, il Colosseo devolve il 20% degli incassi al Fondo di solidarietà nazionale, "ma abbiamo messo nel decreto come tutela, che il Colosseo devolva il 30% - quindi più della quota emersa dallo storico - alle attività della soprintendenza del patrimonio culturale del comune di Roma. Che è diverso dal Campidoglio". Non solo: tra le polemiche sollevate c'era quella secondo cui la nuova gestione avrebbe sottratto soldi per destinarli al ministero: "Abbiamo previsto che quel 30% vada dal Colosseo alla soprintendenza senza transitare per il ministero". 

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