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In Nuova Zelanda la sfida tra il verde e l’oro

AMBIENTE

NUOVO ZELANDA Una sfida alla Avatar nell’arcipelago che ha incantato per i suoi paesaggi ripresi nei film del Signore degli Anelli. Otto tonnellate e mezzo di oro del più puro minacciano la pace della Montagna Sacra, che si erge tra le vette dell’Isola del Nord con i suoi ricordi di antiche leggende maori. La guerra contro lo sfruttamento delle compagnie internazionali adesso la conducono i kiwi, i discendenti dei coloni bianchi, nel nome della salute e della pace di un luogo incantato. Passeggiano molto lentamente dalla mattina alla sera lungo l’unico sentiero che permette l’accesso alla zona, fermando così i camion con le attrezzature minerarie.
Il tesoro
L’enorme vena aurifera della Montagna Sacra è stata (ri)trovata (miniere sono state perte fino al 1992) nella Karangahake Gorge che ne è il punto più bello. La zona ovviamente è tutelata in un Paese così attento all’ambiente, il pericolo viene dalle “false garanzie” di una legge che dovrebbe tutelare l’ambiente e le sue aree protette, ed invece è piena di falle e scorciatoie. Infatti finora, con una ricerca mineraria pienamente legale, sono stati individuati 8.500 chili d’oro, ma il tutto pare valga decine di milioni di euro. Un giacimento tra i più grandi della Terra, da collocare nelle statistiche tra il 5 per cento dei giacimenti più ricchi in assoluto. Una ricchezza che, sostengono quelli della New Talisman Gold Mines, in fondo andrebbe anche nelle tasche degli abitanti del luogo. Tutti sanno che una miniera porta lavoro ed il lavoro porta benessere diffuso. 
Ma i supposti beneficiari di tanta generosità non ne vogliono sapere. Non si tratta solo di rispetto di tradizioni, cultura e ambiente in senso astratto. Di lì, sostengono, passano sì le vene aurifere ma anche le falde acquifere che tutti i giorni li dissetano. E i soldi arrivano dall’ecoturismo: la Karangahake Gorge è considerato uno dei luoghi più affascinanti del Continente Australe.
La montagna sacra
Da sempre ispira arte e leggende.     Sono monti sacri fin dall’alba dei tempi  per i Maori, che vi ambientarono la storia di un amore tra una donna mortale ed un essere immortale.

METRO

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