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"Non era mafia": 20 anni a Carminati, 19 a Buzzi

MAFIA CAPITALE

Per Massimo Carminati 20 anni, 19 a Salvatore Buzzi. Sono le sentenze del processo per Mafia Capitale. Caduta l'associazione mafiosa. Sei anni e sei mesi per Luca Odevaine, mentre Mirko Coratti (ex presidente del Consiglio comunale di Roma) ha avuto 6 anni, Gramazio 11 anni, 10 anni per Franco Panzironi (ex ad dell'Ama). Riccardo Brugia è stato condannato invece a 11 anni. Gli imputati del processo sono rimasti impassibili durante la lettura della sentenza nell'aula bunker di Rebibbia. Impassibili anche Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, in collegamento video dalle rispettive carceri dove si trovano: sono rimasti per tutta la durata della lettura in piedi, con le braccia conserte. 

"Non era mafia". A Roma, fino al 2014, hanno agito due associazioni per delinquere semplici: una che fa capo a Massimo Carminati, Riccardo Brugia, Matteo Calvio e Roberto Lacopo; l'altra riconducibile agli stessi Brugia e Carminati insieme con Salvatore Buzzi, Claudio Caldarelli, Nadia Cerrito, Paolo Di Ninno, Agostino Gaglianone, Alessandra Garrone, Luca Gramazio, Carlo Maria Guarany, Cristiano Guarnera, Giuseppe Ietto, Franco Panzironi, Carlo Pucci e Fabrizio Franco Testa. A queste conclusioni sono giunti i giudici della decima sezione penale del tribunale di Roma che hanno riqualificato come semplice l'originaria associazione di stampo mafioso, ipotizzata dalla Procura, ed escluso l'aggravante ex articolo 7, quella del metodo mafioso.

Carminati.  "Massimo Carminati è soddisfatto. Io ero fiduciosa, lui era pessimista. Dopo la sentenza mi ha detto: avevi ragione tu", ha detto Ippolita Naso, legale di Carminati, dopo la lettura della sentenza. "Mi ha anche detto che adesso lo devo togliere dal 41 bis, questo è il suo primo pensiero e la sua prima preoccupazione". "La mafia a Roma non esiste", ha detto il legale di Massimo Carminati, Bruno Giosuè Naso.    "C'è stata una severità assurda, insolita", ha aggiunto l'avvocato precisando: "Non si è mai visto che su 46 imputati nemmeno uno meriti le circostanze attenuanti generiche. Sono quindi delle pene date per compensare lo schiaffo morale che è stato rivolto alla Procura", ha concluso. 

Buzzi. "Abbiamo vinto, abbiamo sempre detto che a Roma la mafia non esiste e così oggi è stato dimostrato. Abbiamo liberato questa città da una mafia costruita". E' il primo commento di Alessandro Diddi, difensore di Salvatore Buzzi. "La sua condanna? Era nelle cose che un imputato reo confesso che ha ammesso tutti i fatti venisse condannato - ha aggiunto il penalista - Abbiamo dato una grande lezione alla Procura che ha investito tutto sul 416 bis impedendo di accertare le corruzioni in questa città. Io spero si abbia il coraggio di scrivere di nuovo la storia della pubblica amministrazione di questa città".

La sindaca di Roma. "Ringraziamo i giudici e le forze dell'ordine, è una ferita molto profonda nel tessuto della capitale, ora dobbiamo ricucire i lembi di questa ferita attraverso un percorso di legalità che non è facile", ha commentato la sindaca di Roma, Virginia Raggi, dopo le sentenze di primo grado per Mafia Capitale. "E' stato accertato che c'è un'associazione criminale - ha sottolineato Raggi - che ha condizionato pesantemente le scelte politiche di questa città. Il nostro compito è andare avanti nel solco della legalità. E' un momento molto importante per la città".

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