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L’e-commerce del pane appena sfornato e già in rete

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«Sembrava un’impresa impossibile e invece ce l’abbiamo fatta. Oggi il nostro pane può essere acquistato online e ricevuto in ogni angolo d’Italia nel giro di poche ore». Antonio Follador, 49enne di Prata di Pordenone – paese di quasi novemila anime nel friulano, ai confini con il Veneto – è orgoglioso del suo lavoro e di come lo sta trasformando grazie al digitale.

Antonio è un panificatore da una vita ed è alla guida dell’attività di famiglia da una ventina d’anni. Ad aprire l’impresa è stato suo papà. Esattamente quarantanove anni fa, proprio quando Antonio veniva alla luce.

Grazie ad Antonio e al suo team di sedici collaboratori da alcuni mesi è possibile ordinare online il pane preparato con farine vive e ricette naturali e riceverlo direttamente a casa, pur abitando a centinaia di chilometri di distanza dal panificio.

Tutto è partito col progetto Botteghe Digitali e con il supporto del professor Stefano Micelli. «Grazie a questo progetto navigabile su Paneincassetta.panificiofollador.it stiamo “accelerando” le fasi del fare impresa, innestandole di innovazione. Ci siamo aperti ad un mercato globale e oggi riusciamo ad esaudire le richieste che arrivano dalle piazze di Milano, Torino, addirittura Palermo», precisa Antonio.

Spedire il pane al consumatore finale in tutta Italia entro l’arco delle ventiquattro o al massimo trentasei ore. Il segreto per mettere in piedi uno dei primi e-commerce italiani sul pane sta tutto nella panificazione, realizzata con lievito madre. Oggi il panificio Follador produce pani, torte, pasticceria con i migliori grani del mondo macinati a pietra. «Cerchiamo le migliori farine dai migliori mulini e le combiniamo con le nostre. Abbiamo anche un mulino a macina in pietra e lì selezioniamo i migliori grani e li maciniamo. Otteniamo un pane che ci consente di avere un tempo di resistenza di quindici giorni. E così sfatiamo il tabù che il pane va preso e consumato in giornata: non è vero, o per lo meno il consumo in poche ore è per il pane fatto con lievito di birra. Invece paradossalmente il nostro dal secondo giorno è più buono».

Il panificio lavora duecento chili di farina al giorno e grazie al web si è moltiplicato. «Affrontiamo il mercato con passione, competenze, energia. Attualmente abbiamo due negozi a Pordenone, con la prospettiva di aprirne un terzo. Fondamentalmente siamo specializzati nei lievitati. Partiamo dal pane e arriviamo ai lievitati da ricorrenza, come panettoni e colombe».

Le prossime sfide hanno a che fare con rete e social media. «Punteremo ad una campagna di web marketing e alla creazione di un configuratore: consentiremo ai clienti di personalizzare la loro cassetta con i nostri prodotti buoni e genuini», conclude con orgoglio Antonio, panificatore digitale.

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

 

 

 

 

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