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I Pm: «Resti in carcere l’aggressore dell’agente»

Milano/Sicurezza

SICUREZZA Un pericolo sociale, ma non un terrorista. È la tesi sostenuta eri dal pm Pirotta, che ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare in carcere per Saidou Mamoud Diallo, il guineano fermato lunedì per aver aggredito con un coltello un poliziotto alla Centrale. La decisione arriverà dopo l’interrogatorio, che sarà mercoledì o giovedì. Diallo è accusato di tentato omicidio, resistenza e minacce. La procura non ha aperto un fascicolo  per terrorismo internazionale, nonostante il giovane abbia invocato Allah mentre  veniva arrestato.

Dai primi accertamenti non sono infatti emersi riscontri su un sua radicalizzazione, né  risulta abbia frequentato moschee o luoghi di culto islamici. È emerso invece un altro episodio di violenza: l’uomo era già stato segnalato il 6 settembre 2016, quando alla stazione di Torino aveva reagito violentemente alla richiesta del biglietto da parte di un capotreno. Anche in quel caso, aveva estratto  un coltello. Inoltre, oltre all’ordine di espulsione emesso dal questore di Sondrio il 4 luglio 2017, a suo carico ne risulta  un altro emesso a Cuneo. In Italia era  stato avvistato per la prima volta nel 2015

Intanto martedì il sindaco Sala ha fatto sapere che nei prossimi giorni incontrerà Questore e Prefetto per discutere della sicurezza alla Centrale: «Non c’è una soluzione radicalmente diversa da quello che stiamo facendo, ma solo la volontà di continuare a rafforzare il controllo, la Centrale ha la sua importanza perché ci passano milioni di persone».  METRO

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