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Bocci: Borsellino era un uomo allegro

Cesare Bocci/Paolo Borsellino

TELEVISIONE Il ricordo è nitido: «Paolo Borsellino lo ricordo a torso nudo in bicicletta fare il segno della vittoria con un immenso sorriso e per interpretarlo son partito da questo ricordo che ha un chiaro significato, vuol dire che lui e Falcone avevano vinto comunque contro la mafia». Così ci racconta Cesare Bocci, protagonista di “Adesso tocca a me”, docufiction che Rai1 manda in onda alle 21,30 di mercoledì, nel giorno in cui si ricorda (anche con molte altre trasmissioni dedicate) la morte di Borsellino, il giorno in cui esplose l’autobomba che lo uccise in un assolato pomeriggio palermitano del luglio del ‘92.

La morte ma anche la vita del magistrato che sentiva la morte sul collo e, come dice Pietro Grasso presentando il film, «restava comunque allegro e  amava gli altri e chiacchierare con la gente, tanto che una volta mi disse che se non avesse fatto il magistrato avrebbe voluto fare il portiere, proprio per poter parlare e aiutare tanta gente, questo era il suo senso del dovere spinto all’estremo sacrificio ed è l’eredita che ci lascia».
Imperdibile allora, questa fiction che Bocci ci racconta così: «Ripercorriamo, anche attraverso filmati originali, interviste e testimonianze, i 57 giorni che separano la Strage di Capaci e la strage di Via d’Amelio sino al processo e credo che unire fiction e documenti renda il tutto inedito e intenso».
E che cosa ha scoperto di Borsellino? «Avevo un’idea molto seria di lui ma entrando a casa sua ho scoperto un uomo di una positività e di un’allegria straordinaria, un uomo che amava fare gli scherzi e su questo ho lavorato».

 

SILVIA DI PAOLA

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