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Totti dirigente «Sarò tutto e niente»

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CALCIO «È finita la prima parte della vita, da calciatore, ora ne inizierà un’altra altrettanto importante da dirigente». Lo ha detto ieri Francesco Totti intervistato da Roma Tv. Aggiungendo dettagli, dopo il suo incontro con Pallotta di giorni fa: «In questo momento c'è un dettaglio ben preciso, non voglio avere un ruolo, voglio essere tutto e niente, voglio essere un personaggio importante per Roma e per la Roma e capire veramente quello che mi piacerebbe fare. Cercherò di mettermi a disposizione a 360 gradi, dal settore giovanile fino al presidente».

Ricordando l'addio in campo
«Il 28 maggio 2017», racconta poi Totti, «per me è stato un giorno storico, importante, che mi ha colpito tantissimo. Un giorno speciale che terrò sempre con me. Sarà difficile spiegare alla gente sensazioni ed emozioni che ho provato. Il calcio è la mia passione, per me è tutto. Non avrei mai terminato quella giornata, troppo emozionante e significativa, perché racchiudeva 25 anni e più della mia storia con la Roma».

E l'addio dei giapponesi
Chi deve rinunciare al sogno di avere Totti in squadra, a questo punto definitivamente, sono i giapponesi del Tokyo Verdy. Il presidente del club, Hideaki Hanyu, ha affermato che il leggendario numero 10 della Roma non ha firmato con il suo club perché la sua famiglia aveva delle riserve sullo spostamento in Giappone. Totti era disponibile, tuttavia, ha detto Hanyu a Nikkan Sports, «non ha ottenuto il benestare dei suoi». 

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