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In fiamme Castelfusano un morto a Giugliano

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ROMA Paura sul litorale romano, dove è bruciata la pineta di Castelfusano e un morto in Campania a Giugliano: un 53enne è precipitato dal tetto del capannone dove era salito per contrastare le fiamme. «Azioni criminali che vogliono sottrarre il territorio al turismo per far largo alla speculazione edilizia o allo smaltimento illegale di rifiuti», ha denunciato il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.

La Capitale ieri ha subito la giornata peggiore: stretta nella morsa del fuoco, ieri ha rivissuto le terribili ore di 18 anni fa, quando la pineta di Castel Fusano andò in fumo. Ieri il disastro ambientale è stato quasi replicato, nonostante le avvisaglie delle scorse settimane, con i numerosi focolai che erano stati accesi nel polmone verde alle spalle del litorale romano.

È stato un inferno: dalle 15:30 in poi le fiamme, divampate da almeno tre diversi focolai, hanno divorato decine di ettari di macchia e pineta, minacciando le abitazioni più vicine a via della Villa di Plinio. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e i volontari della Regione, con autobotti, un canadair, cinque elicotteri. Le colonne di fumo erano visibili anche dal mare. Per sicurezza la Colombo e la litoranea sono state chiuse al traffico. Sul posto è arrivata anche la sindaca Virginia Raggi, che ha parlato di un vero e proprio disastro ambientale.

Mentre le fiamme divoravano la vegetazione, i carabinieri hanno fermato nel fitto della pineta un ragazzo di 22 anni mentre dava fuoco a dei fazzolettini di carta. Il sospetto piromane è un idraulico originario di Busto Arsizio. Oltre a lui altri tre sospetti piromani sono stati bloccati. Si tratta di un pensionato a Lecce, un altro uomo a Sciacca e infine un 24enne romeno nel Parco nazionale del Cilento.

Coldiretti: un luglio bollente

Siamo nel cuore di un luglio bollente, con una media delle temperature superiore di 2,6 gradi rispetto agli altri anni e le precipitazioni in calo del 60%. Due fattori che, insieme al forte vento di grecale, favoriscono gli incendi. Una situazione climatica che quest’anno ha provocato perdite di quasi 2 miliardi alle coltivazioni e agli allevamenti. Lo ricorda Coldiretti. Quanto ai boschi, «per difenderli davvero occorre creare le condizioni affinchè si contrasti l’allontanamento dalle campagne».

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