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Tutta l’Italia in fiamme due vittime in Calabria

incendi

ROMA Mentre sono arrivati i rinforzi aerei Ue dalla Francia per far fronte all’emergenza roghi, si contano due vittime in Calabria: un 69enne nel Cosentino e un 68enne nel Vibonese. Entrambi sono morti nel tentativo di spegnere incendi che stavano devastando le loro proprietà. Il Centro operativo della Protezione civile è stato tempestato di richieste - in totale oltre 50 - giunte soprattutto da Sicilia, Campania, Calabria, Lazio, Basilicata e Sardegna. Senza sosta sono all’opera 13 Canadair (più 2 francesi) e 9 elicotteri dei Vigili del Fuoco, ai quali si aggiungono 4 elicotteri della Difesa. Tra i vari fronti, la situazione peggiore resta quella dell’area vesuviana, dove è stato individuato un nuovo fronte di fiamme. Già distrutti cento ettari di bosco. Dal 2 all’11 luglio sulle pendici del Vesuvio ci sono stati 17 roghi e a Quarto è stato arrestato un piromane.

Martina: massimo sforzo

Situazione critica anche in Sicilia con allerta massima in sette delle nove province dell’isola. Quattordici i roghi che destano maggiore preoccupazione. A Castelmola (Messina) una donna di 64 anni è stata ricoverata per intossicazione - come anche un’altra donna di Lipari - mentre un vigile urbano ha riportato una lussazione alla spalla. «Lo spiegamento di forze è totale, lo sforzo è massimo - ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina - prima di tutto bisogna presidiare questa fase delicatissima, poi lavoreremo sulle cause e al contrasto con la massima forza se sarà verificato che tutto questo è stato generato per mano umana». E mentre da oggi anche in Emilia Romagna scatta lo stato di «grave pericolosità» per il rischio di incendi nei boschi, Legambiente segnala che da metà giugno sono andati in fumo 26.024 ettari di boschi, pari al 93,8% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016. Le regioni più colpite: Sicilia con 13.052 ettari distrutti dal fuoco, seguita da Calabria (5.826), Campania (2.461), Lazio (1.635) e Puglia (1.541). «Un’emergenza prevedibile - ricorda Legambiente - con l’opera di ecomafie e piromani ora aggravata dal caldo torrido e dalla siccità».

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