Salute

L'informazione on line strumento a doppio taglio

WEB E SALUTE

ROMA Informazione e salute. Un binomio che dovrebbe essere inscindibile, corretto e verificato. Ma non sempre è così. Sarà per le tante fake news, ovvero le notizie false che girano soprattutto in rete, fatto sta che diminuiscono gli italiani che ritengono di essere informati adeguatamente su temi che riguardano il loro benessere. Nel 2014 erano il 70,9%, nel 2016 sono calati al 62,5% secondo l'indagine Censis-Agenas. E aumenta il numero di quanti sostengono di non saper nulla di cure e dintorni (dal 29,1% si è passati al 37,5%).
Anche se la rete ha un peso rilevante, le fonti principali restano comunque l’oncologo a cui si è rivolto il 54,1% e il medico di famiglia con il 48,2%. Terapie, screening, prevenzione e stili di vita sono le informazioni più ricercate dai cittadini.
«Serve un’alleanza fra media e clinici per difendere i cittadini da notizie false» ha sottolineato il professor Carmine Pinto, presidente dell'Aiom Associazione italiana di oncologia medica che ha organizzato qualche giorno fa un corso nazionale di comunicazione per giornalisti medico-scientifici a Reggio Emilia.                                                         
 «L’accesso a una grandissima quantità di informazioni, soprattutto acquisite online da fonti incerte e non sempre verificate, ha inevitabilmente incrementato i dubbi e le incertezze su questi temi - ha spiegato Pinto - Per questo sono diminuiti i cittadini che ritengono di essere informati, in un certo senso hanno acquisito una percezione più realistica del loro bagaglio di conoscenze sulla salute. È importante che si difendano i cittadini dalle ‘bufale’ che talvolta circolano nei media.  È responsabilità dei giornalisti, non solo dei clinici, far conoscere ciò che la scienza ha  conquistato. Nel nostro Paese il 63% delle donne e il 54% degli uomini colpiti dal cancro sconfiggono la malattia: per questo non si può più parlare di male incurabile».

LUISA MOSELLO

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