Spettacoli

«Come Magellano io vado a scoprire l’ignoto in noi»

Roma/Musica

ROMA «Il successo trasversale di “Occidentali’s Karma” è arrivato come una sorpresa, sperata nel cuore, ma senza illusioni. Quando l'abbiamo scritta non eravamo consci di aver composto una “hit”, sapevamo che era un brano con forte potenziale, ma non immaginavamo tutto il riscontro che ha avuto. Il punto di forza della canzone credo che stia nell’equilibrio tra la componente riflessiva e la freschezza divertente della melodia». Parola di Francesco Gabbani, in concerto sabato alle 21 al Parco della Musica per “Luglio Suona Bene”. Il 35enne cantautore toscano, vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo, sarà sul palco con i brani del nuovo album “Magellano”.

Come mai questo titolo? 
In questo disco si parla del viaggio, inteso soprattutto come scoperta di se stessi. Magellano rappresenta il coraggio di andare alla scoperta dell’ignoto. E l’ignoto è soprattutto dentro di noi.

Cosa significa per lei oggi poter fare musica e scrivere canzoni? 
La gratificazione data dalla consapevolezza che tutto quello che ho fatto nel mio percorso fino ad oggi ha un valore. Sono riuscito a fare della mia musica il mio mestiere e oggi mi sento più legittimato a farlo anche per chi ha sempre creduto in me.

Quali sono state le difficoltà che ha dovuto affrontare agli inizi della carriera? 
Quelle che affrontano molti musicisti e cantautori in Italia: riuscire a farsi ascoltare e trovare spazi in cui suonare. Grazie alla gavetta riesco a dare il giusto valore a quello che sta succedendo. Nonostante le difficoltà, prima del successo di “Amen”, non ho mai pensato di avere un piano B rispetto alla musica. Se non avessi vinto il Festival, avrei continuato a scrivere per altri, come ho sempre fatto. 

Come è cambiata la sua vita dopo il successo di “Occidentali's Karma”? 
È cambiata ovviamente la mia quotidianità, i miei ritmi di vita, ma fortunatamente la percezione di me stesso resta la stessa: mi sono sempre comportato naturalmente e non vivo il successo con il rischio di sdoppiamento della mia personalità. 

Quanto conta per lei il momento del live? 
È la cosa più importante. Sono nato letteralmente tra gli strumenti musicali del negozio di mio padre e sono cresciuto suonando su tanti palchi in giro per l’Italia. Nel live porto me stesso e il pubblico mi trasmette un’energia incredibile. È quasi come se, dal pubblico, riuscissi ad avere indietro le emozioni che ho messo a nudo con la mia musica.

STEFANO MILIONI

Articoli Correlati
Spettacoli