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De Giulio dai giudici «Non volevo uccidere»

Torino/Sicurezza

GIUSTIZIA  «Non volevo uccidere nessuno». E ancora: «Volevo solo leggere il numero di targa della moto». Da giorni Maurizio De Giulio, 51 anni, si dispera per ciò che è accaduto domenica sera, quando con il suo Ford Transit ha travolto la moto sulla quale viaggiavano Matteo Penna e Elisa Ferrero, ferendo gravemente il giovane e uccidendo la ragazza. Ieri mattina De Giulio, assistito dal suo avvocato Marco Moda è comparso davanti al gip Alfredo Toppino per l'udienza di convalida, dovendo rispondere di omicidio volontario. Alla fine la convalida dell’arresto c’è stata: “La deliberata e sconsiderata condotta di guida realizzata dall’indagato evidentemente finalizzata a cercare lo scontro con il motociclista - si legge tra l’altro nell’ordinanza - ne rivela una personalità violenta ed aggressiva e che non si è fatta scrupolo a porre a repentaglio la vita e l’incolumità altrui a seguito di un diverbio insorto per una banale lite tra utenti della strada”. Contro di lui non solo ci sono le parole di sei testimoni, ma anche un video. Nel filmato si vede il furgone che travolge la moto, senza fare alcuna accenno di frenata. Il consulente tecnico nominato dalla procura avrebbe stabilito, attraverso l’analisi dei filamenti dei freni, che De Giulio non ha neanche provato a frenare. 

Intanto è stata decisa la data dei funerali di Elisa Ferraro, che si terranno venerdì  alle 15 a Moncalieri. Resta in coma farmacologico il fidanzato: i medici proveranno a svegliarlo nei prossimi giorni.

SIMONA LORENZETTI

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