Opinioni

Una sparata al dì verso le elezioni

Maurizio Guandalini

L'OPINIONE Rullano i tamburi della campagna elettorale. Dopo gli amanti degli animali, il reddito di cittadinanza per chi non fa nulla, le mamme, gli immigrati che ci salvano le pensioni, le reminiscenze fasciste da non condannare perché è un brand che per dei  nostalgici  ha glamour, ora, è la volta delle casalinghe. Ci ha pensato l'Istat, a ricordarcelo: stanno calando ma sono un plotone  di 7 milioni e brigano al di là delle 49 ore settimanali. Dai, vuoi non promettere qualcosa alle massaie? La piega della politica butta sulla panzana facile. Nell'imminenza di uno scontro tra partiti, senza precedenti, ci sarà una sparata al giorno. E i soldi dove li trovate? E' legittimo promettere. E mantenere, quando si può.  

Mance elettorali? Che c'è di male? Come sostiene il sociologo Giuseppe De Rita, il realismo non è un sentimento in grado di mobilitare le masse.  Se i politici dovessero parlare, e promettere, quando hanno la certezza di trovare gli schei, dovrebbero rassegnarsi a un mutismo perpetuo. In economia, che, insieme ai migranti, sarà la ciccia del contendere, le idee chiare sono al lumicino. Berlusconi si è innamorato della flat tax (una aliquota fiscale sola che fa per tutte le gabelle: praticamente inapplicabile in un sistema intricato come il nostro), mentre, i grillini, non amano l'euro ma non potendo rimuoverlo vorrebbero, in parallelo, una moneta fiscale, la quale nemmeno loro sanno cos'è. 

Rimane la proposta renziana di cancellare il fiscal compact, quel documento capestro che, nel 2011, ha legato mani e piedi alle casse dell'Italia, senza lasciare via di scampo  a spese diverse e soprattutto  diminuire la pressione fiscale, l'unico tasto che fa ripartire la crescita. Renzi propone di sotterrare  il fiscal compact e fissare al 2,9%, il rapporto debito pil, per trovare 30 miliardi di euro, ogni anno, a diminuzione delle tasse. Slogan elettorale? Ma, una idea, dobbiamo farcela venire, per uscire dalle secche. In caso contrario tiriamo giù la claire e ci zittiamo. La stella polare che ci guida dovrebbe cacciare all'angolo la demagogia a buon mercato. Come è stato per le province. Una lotta per eliminarle sull'onda del "dagli contro  ai privilegi della politica" e, ci troviamo, senza manutenzione a strade e scuole. Lo stesso vale per il corpo forestale unito ai carabinieri. In questi giorni non si riesce a far fronte con mezzi e uomini agli incendi. Bastava levare la propaganda che forestale fa pendant con fannulloni e raccomandati. La condanna di Bossi che usa i soldi pubblici per la famiglia è la conferma che tutto ha bisogno, la politica, meno di nostalgia.

MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista - Fondazione Istud

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